Giulianova, la testimonianza di Padre Simone Calvarese: “Da ultras a cappuccino”

 Il priore del Santuario giuliese ha ripercorso le tappe principali del suo avvicinamento alla fede.

GIULIANOVA – Nella vita, avere il coraggio di cambiare fa la differenza. Ne sa qualcosa Padre Simone Calvarese, in passato ultras un po’ “turbolento” del Giulianova Calcio, oggi priore dei padri cappuccini del santuario della Madonna dello Splendore. Ricordando gli anni della sua militanza in curva, e la successiva vocazione con l’entrata in convento, il sacerdote – ospite d’onore della Convention di presentazione della stagione sportiva 2020/2021 – ha commentato il suo radicale cambiamento di vita: “Ricordo in particolare una trasferta a Viterbo, nell’anno in cui i giallorossi fecero i play-off. Il pre-gara fu tremendo: ci fu una sassaiola spaventosa, pietre e lacrimogeni volavano da tutte le parti. Qualche anno dopo sono tornato nella stessa stazione e nella stessa città, ma per sostenere una tappa fondamentale del mio percorso di vocazione. A distanza di tanto tempo ho capito di aver fatto delle sciocchezze pazzesche perché con i miei gesti avrei potuto fare male a qualcuno. Questo pensiero ancor oggi mi fa avere il magone”. Una vita che, per la sua particolarità, potrebbe essere raccontata in un libro: “Da ragazzino ho giocato con le giovanili del Giulianova, ho indossato la maglia giallorossa fino alla categoria Allievi. Poi sono andato al Cologna Spiaggia, con cui ho militato fino ai miei 18 anni. Ho dovuto abbandonare il sogno di diventare calciatore a causa di un brutto infortunio al ginocchio, subii la rottura del crociato e del menisco. Visto che non potevo più scendere in campo, ho sfogato la mia passione per il calcio sugli spalti. Molto spesso seguivo la squadra anche in trasferta. Sui gradoni degli stadi ne ho fatte davvero di cotte e di crude. Spesso mi rendevo protagonista di gesti deplorevoli. Ogni volta mi dicevo che non lo avrei fatto più, ma poi mi lasciavo trascinare dal gruppo e cadevo di nuovo in errore. Dio mi ha dato quella forza d’animo che mi mancava. In ogni caso non rinnego il mio passato: gli sbagli che ho commesso in gioventù mi hanno portato ad essere ciò che sono oggi”. Ma la militanza nel movimento ultras ha lasciato anche valori importanti, come sottolinea il sacerdote giuliese: “Quegli anni non sono stati tutti da buttare. Ricordo con affetto la settimana di avvicinamento alla partita, quando ci radunavamo con gli altri esponenti del gruppo per preparare gli striscioni e le coreografie. Quegli incontri si svolgevano all’insegna della solidarietà, dell’amicizia e dell’aiuto reciproco, tanti valori che in questa società non sempre si riscontrano con facilità”. Durante la chiacchierata con il presidente arancio-blu Angelo De Marcellis, Padre Simone ha ricordato con affetto una figura religiosa che si è rivelata molto importante nel suo percorso verso la fede: “Anche Padre Fernando Tribuiani era un grande tifoso del Giulianova. Ha fatto davvero tanto per me: mi è sempre stato accanto, mi ha dato forza e mi ha illuminato il cammino con i suoi consigli pieni di saggezza”. Poi il cappuccino tocca velocemente anche il discorso relativo all’ormai imminente trasferimento ad Assisi, città nella quale andrà ad assumere l’incarico di direttore della scuola di teologia: “Lo dico con schiettezza, il pensiero di dover lasciare Giulianova mi fa piangere il cuore. Mi sarebbe piaciuto avere più tempo a disposizione per raggiungere l’obiettivo di far sgorgare nuovamente l’acqua dal complesso idrico che occupa un largo spazio all’interno del giardino del convento. Sono sicuro che il mio successore non disperderà il mio lavoro e riuscirà a fare questo grande regalo ai giuliesi”. Padre Simone infine si congeda dalla platea con una battuta spiritosa che conferma tutta la sua simpatia: “Quando c’era il derby con il Teramo, ero sempre in prima fila con il mio spirito battagliero. Ma devo essere sincero, ai teramani voglio davvero un gran bene”. Un sentimento che – ne siamo certi – è ricambiato da tutte le persone che vivono nel capoluogo!

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