FOTO E VIDEO | UNIVERSITÀ, ORDINE AL MERITO PER EMMA BONINO ED EDITH BRUCK, LA LORO LEZIONE AI GIOVANI. LA BONINO INVITA A “RESISTERE ALLE BUFALE”

TERAMO – Cerimonia solenne, stamane, per il conferimento delle onorificenze Guido II degli Aprutini all’Università degli Studi di Teramo, quest’anno assegnate ad Emma Bonino ed Edith Bruck. L’intervento del rettore Luciano D’Amico ha aperto la cerimonia dopo l’ingresso del corteo accademico e l’esecuzione degli inni da parte della Banda dei Carabinieri e della Corale Verdi per l’occasione in formazione con il Coro del Liceo Musicale M. Delfico di Teramo e il Coro Gamut di Pescara.

Sono poi seguiti gli interventi del vice presidente emerito del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini, del ministro di Stato belga Elio Di Rupo e del senatore della Repubblica Luciano D’Alfonso. Al termine il Rettore della cerimonia il Rettore D’Amico ha conferito le onorificenze di Ateneo, seguite dalle Lectio magistralis, prima ad Edith Bruck. Di seguito ad Emma Bonino, arrivata poco dopo le 11:30.

GUARDA L’ARRIVO E L’INTERVISTA DI EMMA BONINO

Di seguito, dopo la galleria di foto, le motivazioni complete dell’Onorificenza dell’Università di Teramo “Guido II degli Aprutini”conferita questa mattina a Edith Bruck ed Emma Bonino.

Ed ecco le motivazioni delle Onorificenze consegnate questa mattina:

MOTIVAZIONE EDITH BRUCK

Edith Bruck ha viaggiato per il mondo. Da un piccolo villaggio dell’Ungheria alla Cecoslovacchia, e poi in Argentina, in Israele, in vari Paesi d’Europa, passando – com’è noto – per l’esperienza tragica dei campi di concentramenti di Auschwitz, Dachau, Christianstadt, Bergen-Belsen.
In Italia inizia la sua carriera di scrittrice, spinta anche da Primo Levi, e attraverso una lingua non sua – l’italiano appunto – descrive in diverse forme narrative le sue esperienze dei campi di concentramento.
Nella sua vasta produzione letteraria, che va ben oltre i termini della Shoah, Edith Bruck mantiene una coerenza di sguardo e di sensibilità, e del resto anche l’ultimo libro, La rondine sul termosifone, è un libro sulla memoria, sulla perdita di identità, sulla malattia e le sofferenze di una persona cara.
Edith Bruck ha scritto racconti, romanzi, opere teatrali e sceneggiature, è stata regista per il cinema e per la televisione e ha collaborato con importanti testate italiane (Corriere della sera, Il Messaggero, Il Tempo).
L’uso di una lingua appresa le consente di descrivere le atroci esperienze dei campi di concentramento in modo asciutto, essenziale, distaccato.
Il suo Lettera alla madre è un capolavoro di misura e di profondità, di equilibrio e di emozioni: l’autrice scrive alla madre morta nei campi di concentramento ciò che avrebbe voluto dirle da viva e questo dialogo virtuale diventa una dolorosa meditazione sul senso della vita, sul male assoluto incarnato dall’Olocausto, sulla capacità di redenzione dell’umanità: il tutto con il trasporto per una madre che manca, ma anche con la rabbia di chi avrebbe voluto più attenzioni e forse più amore.
Un’esperienza come quella dei campi di concentramento sconvolge ed Edith Bruck – come già Primo Levi prima di lei – si chiede se una vita dopo Auschwitz può avere un senso.
Edith Bruck ha raccontato la sua esperienza nelle sue opere ma anche nei suoi numerosi e continui incontri con i giovani. Negli anni scorsi è stata ospite anche all’Università di Teramo, dove ha lasciato il segno con una testimonianza lucida e commovente davanti a un pubblico di studenti che rimase assai colpito.
Per la sua scrittura precisa e profonda, per la sua testimonianza che sollecita sempre la riflessione, per la sua capacità di toccare temi universali con uno stile cristallino e incisivo, l’Università degli Studi di Teramo ha deciso di conferire a Edith Bruck l’onorificenza di Ateneo Guido II degli Aprutini.

MOTIVAZIONE EMMA BONINO

Eletta alla Camera dei Deputati la prima volta nel 1976, continuativamente rieletta in Parlamento è Senatrice della Repubblica Italiana.
È stata Ministro per il commercio internazionale e per le politiche europee e, negli anni 2013 e 2014, Ministro degli affari esteri.
È stata vicepresidente del Senato della Repubblica italiana dal 2008 al 2013. È stata Commissario europeo per gli aiuti umanitari, la Politica dei consumatori, la Pesca e la sicurezza alimentare tra il 1994 e il 1999.
Da sempre impegnata per la promozione dei diritti civili e delle libertà, convinta sostenitrice dello Stato di diritto, si è fortemente impegnata per l’istituzione di tribunali penali internazionali per giudicare i crimini commessi nella ex Iugoslavia e nel Ruanda e ha guidato la Delegazione della Commissione europea alla Conferenza Diplomatica di Roma dei Ministri plenipotenziari sull’istituzione di una Corte Penale Internazionale nel 1998, per cui è stato adottato lo Statuto di Roma.
Nel dicembre 1997 ha rappresentato la Commissione europea alla Conferenza di Ottawa per la firma del Trattato per la messa al bando delle mine antiuomo.
È stata delegata per l’Italia all’ONU per la moratoria sulla pena di morte; nel 1999 è stata designata membro del Comitato esecutivo dell’International Crisis Group. Dal luglio 2003 ha promosso la campagna per la ratifica del Protocollo di Maputo sui “Diritti delle donne in Africa” nella Carta Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli e poi, nel 2012, l’adozione della Risoluzione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che vieta le mutilazioni genitali femminili in tutto il mondo.
Dopo aver curato e pubblicato nel marzo 2009 Pensionata sarà lei – Le donne, la parità e la crisi economica, ha concorso all’ottenimento dell’equiparazione dell’età pensionabile femminile a quella maschile.
A partire dal 2017, con il sostegno alla Campagna Ero Straniero – L’umanità che fa bene, si è impegnata per cambiare le politiche sull’immigrazione puntando su inclusione e lavoro, e nel 2018, con L’iniziativa dei cittadini europei Welcoming Europe, ha sostenuto la regolamentazione e l’incentivazione del sistema di accoglienza delle persone straniere, la decriminalizzazione del soccorso umanitario e il contrasto agli abusi nei territori di frontiera.
Per il suo impegno civile finalizzato all’ampliamento degli spazi di libertà in un contesto di giustizia e supremazia dello Stato di diritto e alla promozione della dignità degli individui e alla tutela dei più deboli, il Senato Accademico ha deciso di conferire a Emma Bonino l’Ordine al merito Guido II degli Aprutini.

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