TERAMO – Dal 27 gennaio al 10 febbraio 2019 nel Foyer di Smeraldo Cinema, in via Maestri del Lavoro, sarà visitabile la piccola mostra fotografica in ricordo delle bambine e dei bambini vittime del genocidio nazista, un milione e mezzo secondo i documenti. Più di un milione erano ebrei, mentre gli altri erano zingari e bambini tedeschi con handicap fisici e – o mentali.

Il 27 gennaio 1945 quando i sovietici arrivarono ad Auschwitz, dei circa 230.000 bambini deportati da tutti i paesi dell’Europa, erano in vita solo 650 bambini, di cui meno di 50 erano di età inferiore ai 10 anni.

La mostra, con le immagini dei bambini del ghetto di Varsavia e con una trentina di foto dei disegni dei bambini del ghetto di Terezin, è dedicata a cinque bambine sopravvissute ai lager nazisti e ad Anna Frank morta nel lager di Bergen Belsen, oggi autorevoli testimoni della Shoah nel mondo. Una bambina polacca, Czesɫawa Kwoka, morta ad Auschwitz, è ricordata come simbolo di tutti i bambini che non sono tornati.

Edith Bruck, scrittrice e poeta ebrea-ungherese-italiana. Dal villaggio natio ai confini con l’Ucraina venne deportata con parte della sua famiglia ad Auschwitz nel 1944, a 12 anni. Sopravvissuta ad Auschwitz, Dachau, Bergen Belsen, dopo anni di pellegrinaggio, approda a Roma nel 1954, qui comincia a scrivere in lingua italiana. Qui si stabilisce e sposa il poeta Nelo Risi. Ha pubblicato finora oltre venti opere in prosa (romanzi, memoirs, opere teatrali) che testimoniano l’evento nero del xx secolo. I suoi libri sono tradotti nel mondo.

 Liliana Segre, senatrice a vita, deportata il 30 gennaio 1944 dal Binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento Auschwitz Birchenau con il padre e parte della sua famiglia. Venne liberata dall’Armata Rossa il primo maggio 1945 nel campo di Malchow, un sottocampo del campo di concentramento di Ravensbrück. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz, Liliana fu tra i venticinque sopravvissuti. E’ stata nominata  senatrice a vita il 19 gennaio 2018 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 Helga Hošková-Weissová, artista ceca. I suoi disegni che ritraggono la vita nel ghetto di Terezín sono noti nel mondo, il suo diario è stato pubblicato nel 2013. Nel suo decimo compleanno, il 10 dicembre 1941, lei e i suoi genitori furono deportati a Terezin. Circa 15.000 bambini di età inferiore a 16 furono deportati a Terezín,, di loro meno di 100 sopravvisse nel lager di  Aushwitz.

Tatiana e Andra Bucci, testimoni dirette. Due sorelle di padre cattolico e mamma ebrea, internate a 4 e 6 anni insieme alla mamma e altri parenti, il 4 aprile del ’44 ad Auschwitz, scambiate per gemelle  finirono nei Kinderblock del dottor Mengele. Salvate dall’Armata Rossa ritrovarono i genitori alla fine del ’46, dopo essere state a Praga in un centro di raccolta di orfani dell’Olocausto, poi in Inghilterra a Lindfield, in un altro centro di aiuto per bambini ebrei, poi accolte in una famiglia inglese.

Anna Frank, scrittrice ebrea tedesca. Visse parte della sua vita ad Amsterdam dove la famiglia si era rifugiata dopo l’ascesa al potere dei nazisti in Germania. E’ divenuta il simbolo delle vittime innocenti della Shoah per il suo diario scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti e per la sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen nel 1945, a 15 anni.

Czesɫawa Kwoka (15 Agosto 1928 – 12 Marzo 1943) aveva quattordici anni quando fu internata nel campo di concentramento di Auschwitz. La sua breve storia sarebbe finita nel dimenticatoio se Wilhelm Brasse (prigioniero numero 3444) non l’avesse fotografata per gli archivi del campo. Czesɫawa era una ragazza cattolica, che giunse al campo da Wolka Zlojecka, in Polonia, insieme alla madre, nel Dicembre del 1942. Nella foto, il taglio che le si osserva sul labbro testimonia la ferita inferta da una “Kapò” tedesca che la picchiò perché Czesɫawa non capiva la lingua e non le rispondeva.

L’esposizione, con riflessioni e reading, organizzata da Smeraldo Cinema e dal centro di cultura delle donne “H. Arendt”, a cura di Guendalina Di Sabatino,  sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 17:00 alle ore 24:00. Il mattino dalle ore10:00 alle ore 12:00 su prenotazione (infoçmultisalasmeraldo.it) solo per le scolaresche.