IL RUGGITO / Black Friday 2021: sono già in fila da ieri. Mica sono scemo io!

Eccoci! 26 novembre. Ore 00,30 sono già in fila sul sito. Non sono mica scemo io, non voglio perdermi neppure uno sconto. Eccoci ! Black Friday 2021. E’ arrivato. E sarà da record. E sono pure preso dall’eccitazione. Wooowwww finalmente un record. E’ bello. E siamo tanti. Finalmente. Patatine a destra, birrozza a sinistra, stile Fantozzi, sono inchiodato, pronto da giorni, davanti al pc, e fino a lunedì non rompetemi i c… Non sono mica uno scemo io. Gli affari non me li lascerò scappare. Non rispondo a nessuno. Rischio di farmi sfuggire la scopa elettrica a 79,90€ invece di 80,00 €. Basta. Non chiamatemi, non scrivetemi, mannaggia… non distraetemi. Ecco entro in azione. C’è uno smartphone turco imperdibile con il 20% di sconto. E ci sono tanti nemici in giro che vogliono fottermi le Nike Jordan numero 47. Ora le prendo. Prese! Anche se io porto il 42, non si sa mai dovessero allungarsi i piedi. Sono tutti contro di me. E soprattutto le famiglie. Tutte unite, tutte insieme nel grande, unico, amplesso collettivo. Altro che vacanza. Fanculo libri e cinema. Qua si gode solo se si compra. Eccoci ci siamo, seduto nel centro commerciale sono in fila su Ebay. Eccomi  qui per riconfermarmi re del black con la mia postepay. Aspetto da un anno. Sono questi i giorni prescelti per i supersconti. Che affaroni! 11% sulle Ckarks gialle, il 13% sulle dottor Martins del 2009. Oddio, imperdibile, c’è anche un montone spelacchiato modello Jonh Lennon taglia “L” , non mi entra ma lo compro lo stesso, mica sono scemo, e che figata poi se dovessi dimagrire.

Eccoci, cocainizzati dalla furia consumistica che ci anima. Noi, ignoranti, rozzi, cafoni, deliranti, privi di speranze, lontani da ogni idea e progetto, l’anima perduta da tempo.

Eccoci, noi gemelli di Cetto La Qualunque siamo frotte di persone incoraggiate da una massiccia opera di convinzione a spendere e spandere, oltre ogni limite, oltre ogni ragionevolezza.

Eccoci noi impotenti, passivi, guardoni della vita che passa. Il Black Friday è arrivato, e io passivo e impotente, io che mio figlio non mi parla e preferisce il tiktok ad una parola, io che non ho le palle per dire niente, io che non conto nulla, io che non me ne frega niente di niente, io che non vedo, non sento e non parlo, io che può succedere tutto basta che vinca la Juve, io che mia moglie mi fa schifo e mio marito per fortuna non gli tira più, io che rido solo se ubriaco e vivo in ginocchio in un caleidoscopio di bugie, io che per sentirmi vivo mi devo strafare, io, oggi, io per un giorno, sarò protagonista.

Io, oggi, con la mia carta conterò qualcosa. Io grazie alla mia carta di credito farò una scelta. Mio unico orgoglio. Oggi è Black Friday e per un giorno mi sentirò uomo vero. Con quel telefonino nuovo le “mangio” tutte, che ci metto pure la cover elegante de “lu purck n’arvè”. Con quella borsa viola tutte le mie amiche mi invidieranno, e finalmente mi sentirò bella come Ngiulina Giulì. Il barista mbriacone sarà il mio Brad. Con quei jeans il mio culo sarà come Miscel Uzzingher. Con quei tacchi da 1,49 diventerò Sharòn, e tutto il bar “Da Michele lu zizzon” mi desidererà. Ittio quanto sto eccitata.

Black Friday 2021 è qui con noi. Grazie Dio! Poi arriva Natale. Ogni scusa è buona, basta inventarsi sempre nuove ricorrenze per spendere, comprare, sprecare, per avere una ragione per vivere, per far finta di essere vivi. Del resto io l’ho visto, Gesù bambino è nato al nuovo centro commerciale della Gammarana. Lì nasce il Natale, c’è anche il Presepio in vetrina. Grazie al centro commerciale Oasi, Globo e chi più ne ha più ne metta  poi siamo sempre di più immersi in una realtà di fantasmagoriche visioni del Natale: luci, colori, stimoli e inviti al consumo.

E così il tempo dell’Avvento, nella liturgia cristiana, il periodo di quattro settimane destinato al raccoglimento e alla meditazione della futura venuta del Messia, è diventato un periodo confuso e convulso. Se i Vescovi si confondono con i ladroni, i credenti con i pagani, tutto diventa confuso. Anzi annientato. Azzerato dall’euforia del maglione firmato. Ed io che non sono riuscito a comprare l’Iphone a 1 euro, che allora ho comprato le scarpe cinesi taglia 42 ma erano 24, io che mi sono accorto che il maglione verde Ferrari non mi entra, una domanda me la pongo: quando vivremo una dimensione più umana, più vera e più spirituale? Provo a rispondere con le parole di san Paolo: “Tutto è lecito! Ma non mi lascerò dominare da nulla». Non voglio lasciare che questo nulla diventi importante. Non lascerò che questo schifo conti qualcosa. Non mi lascerò travolgere da questo conato di vomito collettivo. Questi vita senza senso vivetela voi. Io voglio aria pulita. Imbroglioni di ogni sorte, pezzenti che avete svenduto la vostra anima al denaro, ai lustrini e cotillons, andate pure all’altro paese, voi e i vostri imbrogli commerciali. Avvento. Resilienza. Sono le parole chiave per chi si è stancato di tutta questa falsità. Nello schifo restano ancora molte cose belle in questo mondo: un’alba che ci scalda, un cielo stellato, un sole che splende, un bosco che ci accoglie, il calore della famiglia, i pochi amici veri, il tempo bello da dedicare a noi stessi.

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