Fotovoltaico cresce in Abruzzo, presto comunità energetiche

ORTONA – Il fotovoltaico in Abruzzo è un settore in crescita esponenziale, alla ricerca di personale specializzato: “ingegneri elettrici e operatori specializzati in realizzazione di impianti, con accumulo dell’energia, sono merce rara”, ha detto Gennaro Zecca, patron dell’azienda Odoardo Zecca, attiva in Abruzzo dal 1905 come distributore locale di energia.
La crescente cultura ‘green’ e gli incentivi statali del 50%, direttamente scontabili sulla fattura – spiega – stanno facendo lievitare le richieste di impianti fotovoltaici residenziali. Il tema della sostenibilità e dell’efficienza energetica è sentito dal cliente, il quale non deve essere convinto sull’argomento. È già consapevole. Oltre alla convenienza economica è in crescita anche l’attenzione a ridurre l’inquinamento e all’uso razionale dell’energia. Essere ‘green’ comincia a diventare questione di comportamento deontologico, non più una moda. Dalla parola M’green’ si passa alla parola ‘share’, con la nascita delle cosiddette comunità energetiche. Sono delle vere e proprie figure giuridiche, formate da soggetti privati allacciati alla stessa rete energetica. I componenti della comunità posso produrre energia e scambiare tra loro l’energia non consumata“.
Questa esperienza riguarda il settore residenziale, in cui i costi di installazione di pannelli fotovoltaico sono scesi, rispetto al passato, e i sistemi di accumulo dell’energia prodotta sono più convenienti; anche il settore industriale sta cominciando a aprirsi a investimenti sulle rinnovabili.
Nonostante la triplicazione dei prezzi di trasporti dei pannelli dalla Cina per il blocco dello scorso marzo del canale di Suez, la richiesta di fotovoltaico continua a salire. Incentivi, sisma bonus e ecobonus hanno creato le condizioni economiche per scegliere questo settore. Anche in questo settore in Abruzzo, come nel mobile, edilizia e industria, si rileva la tendenza a fare scorte per non trovarsi a corto di materiali.
Secondo Zecca “i mille borghi al sole d’Abruzzo, potrebbero trasformarsi in comunità energetiche. L’idea stessa dello scambio e della disponibilità energetica da rinnovabili potrebbero essere un incentivo a far tornare a ripopolare i borghi” – ANSA –

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