TERAMO – La Regione Abruzzo prevede un calo degli iscritti all’università di Teramo, come del resto anche nelle altre tre province. Una forbice negativa che può andare dal 10 fino, nei casi peggiori, al 30%. Pertanto l’Assessore regionale Piero Fioretti è pronto a mettere in campo tutte le armi per sostenere i ragazzi alle prese con i costi allo studio “…debellato spesso con lavori che fornivano il sostentamento alle varie facoltà”.

Difatti, fa capire Fioretti, con la crisi del Covid “molti lavori cui si rivolgevano gli universitari per mantenersi agli studi sono venuti meno, si tratta di lavori pressoché umili, camerieri piuttosto che baristi, e altro ancora di simile, che però facevano sì che si potesse andare avanti”.

Ora bisognerà cercare di lavorare tutti insieme per permettere di continuare la fruizione delle nostre università”. L’Assessore pensa come già fatto per altri tipi di progetti regionale “quando siamo intervenuti a dare un piccolo aiuto economico, magari lo rivolgeremo ad aiutare a pagare l’affitto”. La volontà di aiutare il mondo universitario c’è, fa capire Fioretti che porta l’esempio delle borse di studio pagate: “Quest’anno c’è stata la copertura totale del 40%, mentre prima non era sempre così”.

Per aumentare l’appeal l’università di Teramo aveva già annunciato che sarebbe stato incrementato l’estensione della no tax area e da uno slittamento del pagamento della prima rata della stessa iscrizione a novembre, passando per nuovi corsi di laurea e soprattutto per i cantieri della casa dello studente e dell’ex manicomio che in entrambi i casi partiranno per inizio 2021. Tutto ciò renderà sempre più appetibile il tempio dello studio teramano. L’anno scorso Unite ha superato di un 18% la quota dei nuovi iscritti, con un totale di 1800 matricole – di Maurizio Di Biagio