Giulianova, si dimette il Consigliere del Cittadino Governante Di Dionisio

GIULIANOVA – L’annuncio in un post su Facebook del Consigliere del gruppo de Il Cittadino Governante Fabio Di Dionisio sulle proprie dimissioni.

Cari amici,

Volevo comunicare a tutti voi che questa mattina ho presentato le mie dimissioni da consigliere comunale.
È una scelta dolorosa, ma serena, che nasce innanzi tutto dall’impossibilità di seguire con la dovuta continuità e presenza il mio impegno a causa di importanti problemi familiari che mi hanno tenuto e mi tengono attualmente lontano da Giulianova. Ho già saltato diversi consigli comunali e non mi sento assolutamente nella condizione di portare avanti bene il mio incarico.

A questa condizione oggettiva si affianca una verifica non entusiasmante di questo mio primo anno di servizio in un impegno politico “diretto”: mi aspettavo (l’ho detto in occasione del primo consiglio comunale) uno scontro duro con la maggioranza, ma altrettanto proficuo e leale, sui temi, sui valori, sulle scelte. Ho dovuto invece constatare che spesso il confronto, o meglio lo scontro, si basa su presupposti diversi che spesso travalicano lo spazio delle idee per arrivare alle accuse personali, alla delegittimazione, alla “battaglia” dei consensi di frequente giocata sui social. Io per queste battaglie non ho frecce al mio arco e non mi sento in grado, anche per il fatto che “il mezzo del cammin della mia vita” l’ho superato da un po’, di attrezzarmi per conseguirle. Il “linguaggio nuovo” che mi ero promesso di portare avanti, si è rivelato, nella maggior parte dei casi, poco utile al raggiungimento di qualsiasi obiettivo di dialogo o scambio costruttivo. Torno a dedicare pienamente il mio tempo, le mie notti, il mio impegno laddove, forse, riesco a dare un contributo più significativo e fattivo per rendere questo mondo un posto un po’ migliore di come l’ho trovato.

Ringrazio Franco Arboretti e il Cittadino governante per l’arricchente esperienza umana che ho vissuto in questi mesi: ho difficoltà a ipotizzare la serenità di giudizio, da parte di chi metodicamente denigra non solo le idee, ma gli uomini e le donne che da anni animano una esperienza di partecipazione civica che ha dato senza alcun dubbio il suo contributo significativo, in termini di pensiero e di valori, alla vita politica giuliese. Li conosco uno per uno e sono tanti, di tutti non posso che ammirare la passione civica e l’impegno costante e senza riserve. Mi auguro vivamente che nessuno abbia il coraggio (o la viltà) di approfittare di questa mia scelta per un ennesimo tentativo di screditare l’esperienza politica del Cittadino Governante e la persona di Franco, che in questi mesi mi è stato affianco con estrema disponibilità e profondo rispetto.

Ai giovani ricordo che l’impegno nella politica rimane il più bel servizio che si possa fare: progettatelo e costruitelo con pazienza e impegno, magari insieme ad altri.
La costruzione dell’edificio di una società più giusta e che garantisca tutti, ha bisogno degli architetti e degli ingegneri che la sognano e la determinano, e questi sono i politici, e poi dei muratori che tirino su i muri, mattone per mattone, dalle fondamenta e questi sono, forse, gli educatori. Io mi sento di poter dare il mio contributo a questa seconda categoria.

Mi scuso con chi, tra coloro che mi hanno eletto e sostenuto, si sentono traditi da questa mia scelta: posso assicurarvi che il mio impegno per questo mio territorio e per i miei concittadini non verrà meno, in altre forme e se possibile con maggiore efficacia, così come faccio da 25 anni a questa parte.

Stiamo attraversando tutti un tempo nuovo: il vescovo di Pinerolo Derio Olivero, guarito dal Covid19, ha detto qualche settimana fa che la società che nascerà da questo tempo dovrà basarsi sulla fiducia e sulle relazioni. Questo auguro a tutta la comunità giuliese, in particolare quella politica, nessuno escluso. Ha aggiunto poi “Si tornerà diversi. O meglio quelli che sanno ascoltare la vita e gli eventi, che hanno un briciolo di cervello, torneranno diversi. Sia a livello di Chiesa, sia la società.”. Io comincio da qui.

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