Comitato tecnico-scientifico Regione Abruzzo, individuati campi d’indagine e priorità

L’AQUILA – Dopo la prima seduta con l’elezione degli organi previsti dal Consiglio Regionale (Presidente Benigno D’Orazio, vice Donatella D’Amico, segretario Daniele Giangiulli), il comitato tecnico scientifico nella seduta del 25 giugno ha individuato i settori di competenza nonché le priorità di intervento. Alla presenza di tutti gli esperti componenti l’organo consulenziale della Regione Abruzzo (Pino Mauro, Pasquale Marchese, Rocco Micucci, Sandro Sala, Enzo Di Baldassarre e Marco Fracassi), sono state già esaminate proposte ed idee afferenti i compiti dello stesso comitato.

Tra i campi di indagine delineati c’è l’argomento di stringente attualità riguardante la rimodulazione dei fondi europei, per i quali è necessario acquisire tempestivamente il quadro delle risorse disponibili, poiché entro il 31 luglio la Regione dovrà concordare con il Governo tempi e modalità di intervento in relazione alle sopravvenute esigenze determinate dall’emergenza economica in atto.

Ancora, la legge prescrive al Comitato di confrontarsi con i rappresentanti delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del sistema imprenditoriale, in particolare con le categorie maggiormente esposte alla crisi in atto, con le associazioni dei consumatori per indagare sui bisogni delle famiglie e le organizzazioni sindacali per le ripercussioni sul piano occupazionale.

L’attività richiesta al Comitato (consulenza tecnica, di studio e ricerca ), impone un necessario raccordo con il mondo universitario regionale, come sarà necessario proporre ogni utile misura per fronteggiare l’emergenza socio-economica. In questo contesto appare opportuna una approfondita analisi delle misure già disposte dal consiglio regionale al fine di verificarne lo stato di attuazione e l’efficacia delle stesse.

Il Comitato dovrà occuparsi anche dello sviluppo delle aree interne, implementando interventi rivolti ai territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016 che, con l’emergenza Covid hanno subito un nuovo arresto. Occorre dunque un vero e proprio progetto di RESTART 2020 in grado di rilanciare territori che rappresentano le radici più profonde della Regione.

Al comitato compete lo svolgimento di “adeguate iniziative per il contenimento della spesa pubblica regionale anche in relazione alle società partecipate”. L’emergenza economica da un lato e lo sviluppo tecnologico dall’altro impongono una complessiva riforma della macchina regionale in grado di determinare lo snellimento delle procedure ed il contenimento dei complessivi costi sistemici. Per dette finalità occorre delineare prospettive di riforma a partire dalla sanità regionale, profondamente mutata in esito alle misure emergenziali.

Ancora, il comitato propone “interventi per il miglioramento dell’interazione con il sistema bancario operante in regione al fine di agevolare l’accesso al credito e gli investimenti delle imprese, nonché di sostegno alle famiglie in difficoltà, anche attraverso lo studio e l’implementazione di innovativi strumenti di finanza territoriale a supporto del sistema produttivo”; le recenti vicende relative alla cassa integrazione e le difficoltà di erogazione delle somme necessarie alla liquidità delle imprese, costituiscono ulteriori argomenti per rendere di stringente attualità lo specifico compito del comitato.

Si deve, inoltre, elaborare “un piano di proposte per l’attuazione di misure di sostegno alle imprese ed alle famiglie dei Comuni della zona rossa regionale”.

Una strategia di rilancio dell’economia e dell’occupazione regionale non può prescindere da un’adeguata strategia comunicativa soprattutto per la ripartenza del turismo e, in questo senso, il tema della qualità della vita e della conservazione della natura rappresentano solide basi su cui costruire un’immagine moderna e vincente della Regione.

Da ultimo, appare di straordinaria necessità ed urgenza affrontare il tema della scuola la cui riapertura appare tuttora nebulosa e di incerta lettura. Occorre da subito fornire alla Regione elementi di riscontro oggettivo, onde predisporre ogni utile misura, anche proponendo progetti finalizzati alla riapertura ordinata ed in sicurezza delle attività scolastiche, così rassicurando studenti, famiglie ed insegnanti.

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