Regione Abruzzo, Unione Inquilini presenta atto in Corte Costituzionale su legge case popolari

“Unione Inquilini ha presentato “Opinione Scritta” al procedimento Corte Costituzionale 1/2020 tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Abruzzi per la questione di illegittimità costituzionale della legge regionale Abruzzo 31 ottobre 2019, n 34. Lo avevamo promesso, lo abbiamo fatto. “

Dichiarazione congiunta di Walter Rapattoni, segretario Unione Inquilini Abruzzo e Massimo Pasquini, Segretario Nazionale Unione Inquilini.

“Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto! Dopo che Unione Inquilini è stata la prima a chiedere al Governo l’impugnazione in Corte Costituzionale della legge regionale dell’Abruzzo 31 ottobre 2019, n 34, ora comunichiamo che abbiamo ufficialmente presentato alla Corte Costituzionale la nostra “Opinione Scritta”. Questo perché riteniamo che le modifiche previste dalla Regione Abruzzo per cercare di evitare l’intervento censorio della Corte Costituzionale non appaiono tali da poter estinguere la procedura di impugnazione.
Lo abbiamo fatto sulla base della possibilità data alle formazioni sociali di presentare un’opinione scritta alla Corte Costituzionale.
Su due aspetti, in particolare, concentriamo la nostra opinione scritta:

Escludere dall’edilizia residenziale pubblica chi viene condannato e insieme ad esso l’intero nucleo famigliare facendo ricadere effetti giuridici su altri soggetti componenti il nucleo famigliare del tutto estranei ad una condanna penale e in aperta violazione dell’articolo 27 della Costituzione che reca il principio della responsabilità personale che la Regione Abruzzo fa diventare di carattere famigliare escludendo dai diritti sociali persino i minori del nucleo famigliare;
In materia di accesso ai bandi da parte di cittadini di origine non comunitaria, si usa fittiziamente l’obbligo di produrre documentazione di possidenza immobiliare anche quando questa è accertato non possa essere prodotta dallo Stato di origine. Su questo punto la legge regionale dell’Abruzzo non ha tenuto in alcun conto il decreto del ministro del lavoro e del ministro degli esteri, emanato in data 21 ottobre 2019, attraverso il quale si indicava i Paesi extracomunitari dai quali è possibile ottenere la documentazione mentre da tutti gli altri non è possibile e quindi non deve essere prodotta.

La Regione Abruzzo ha violato quindi palesemente diritti costituzionali per affermare una normativa tutta basata su motivi “ideologici”.

Ora la parola passa alla Corte Costituzionale, l’Unione Inquilini ci sarà e chiede alla Regione Abruzzo di uscire da norme propagandistiche e magari affrontate il disagio abitativo predisponendo un piano per aumentare la disponibilità di case popolari e non di impedire l’accesso alle stesse.

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