TERAMO – “Una TeAm più snella ed efficiente”. Ecco la partecipata di Via Carducci del prossimo futuro secondo le intenzioni dell’Ad Enrico Prandin (espressione della parte privata), la stella polare su cui lavorare in questi giorni. Già questo pomeriggio si vedrà con il sindaco per ragionare sul bando a doppio oggetto, costi, Pef e tutta la costellazione rifiuti.

Sembrava ieri quando Manola Di Pasquale asseriva che il costo della differenziata a Teramo fosse da paragonare a quella di Montecarlo: allora la cifra si aggirava sui 12 milioni. L’asticella oggi si assesta sui 10 milioni, ma anche meno: il volto dell’Ad si fa perplesso, ci sono da valutare le tariffe, i costi del lavoro, bisognerà rivedere la stessa organizzazione del lavoro, come meno mezzi piccoli perché antieconomici, le ecoisole e tanto altro ancora.

Le ecoisole, appunto, sono pronte per essere posizionate nelle frazioni “bisogna risolvere qualche piccolo problema perché alcune potrebbero costituire un intralcio alla circolazione e alla sicurezza stradale, c’è un tavolo tecnico in atto”.

Sul cimitero di Cartecchio Prandin ha riscontrato dei problemi legati alla pavimentazione esterna ed ad alcune cappelle gentilizie che erano state predisposte: “Siamo in contato con i progettisti e con le ditte per la risoluzione dei lavori”. Non si va verso una contestazione dei lavori stessi: “Sono una persona fatta per accomodare le cose” ricorda Prandin. Sulla carenza di loculi, si sta terminando lo studio di fattibilità del potenziamento di alcuni cimiteri frazionali: “Nel giro di pochi mesi il progetto passerà dalla carta alla sua effettiva realizzazione”.

Oggi in discussione col sindaco l’ottimizzazione e la razionalizzazione dei servizi. Per iniziare si sta rivedendo il parco automezzi “perché vogliamo cercare di offrire un servizio più completo e meno costoso”.

Clou dell’incontro con D’Alberto la gara a doppio oggetto: “Da un lato ci propongono delle società, dall’altra la scelta del soggetto privato (attualmente siamo noi, Comir) che deve affiancare il Comune e il Mote nella compagine societaria della Team. Il Comune vuole delle certezze”.

Sul costo della differenziata e sul fatto di contenerla al di sotto dei 10 milioni pendono due aspetti: “C’è un autorità per l’energia e per l’ambiente, l’Arera, che stabilisce dei parametri base per stabilire le tariffe, determinando anche i costi di gestione, e da qui bisogna partire; poi l’efficientamento del sistema non dipende solo da ciò perché se io giro con un mezzo che mi porta 4 quintali ed uno che ne porta sette tonnellate, io scelgo il secondo, e questo è anche uno degli scopi del nuovo corso, eliminando i mezzi che non sono adatti”.

La voce occupazionale pesa molto sui costi finali e sulla tariffa: “Sono detti difatti labour intensive, abbiamo già reinteriorizzato tutta una serie di servizi che erano dati all’esterno, dal servizio paga a quello contabilità, al servizio clienti, al call center”.
Per portare l’asticella dei costi sotto i dieci milioni “il Comune deve ricordarsi che la Team è una società” chiude Prandin – Maurizio Di Biagio