Penna Sant’Andrea, il bilancio di ConSenso Comune: “il paese non progredisce, amministrazione sciagurata”

PENNA SANT’ANDREA – “A quasi due anni e mezzo dal voto, è ormai tempo e doveroso tirare una linea e fare un bilancio, non solo in termini economici-finanziari (che tendono al dissesto) dell’operato dell’Amministrazione a guida Serrani. E a tirare il bilancio è il gruppo consiliare di minoranza al Comune di Penna Sant’Andrea, ‘ConSenso Comune’ che, “con estremo rammarico e altrettanta consapevolezza prende atto che, nonostante 5 lunghi anni di governo indisturbato senza alcuna minoranza (2014-2019), il Comune di Penna Sant’Andrea si presentava al voto del 2019 con una situazione economico-finanziaria assolutamente deficitaria e che tale stato di decozione continua oggi a perdurare e peggiorare. La prova di ciò che andiamo asserendo la possiamo riscontrare nell’ultimo consiglio comunale tenutosi lo scorso 7 settembre e nel quale si è deliberato (con i soli voti della maggioranza) l’approvazione del rendiconto di gestione 2020 che, come da previsione, si è chiuso con un risultato di amministrazione negativo di 556.547,18 euro da ripianare, in larga parte, in 15 annualità (2022-2036). A causa delle scelte scellerate assunte nel passato, basti pensare che il nostro piccolo Comune sostiene costi legati ad interessi passivi e oneri finanziari per circa 115.000,00 euro annui”. 

“Da troppo tempo ormai l’amministrazione Serrani presenta al Consiglio Comunale un piano di rientro che puntualmente non consente un effettivo rientro. Difatti lo stesso è strettamente legato alla vendita della struttura ‘ex mercato coperto’ di Val Vomano che, dopo oltre 2 anni di tentativi vani, non trova acquirenti anche e soprattutto a causa di una esagerata valutazione attribuita inizialmente dal Comune stesso. Siamo di fronte ad un’amministrazione che non c’è – incalza il gruppo di opposizione – che non sa più come uscire da questa impasse e che, è assolutamente evidente, non riesce più a farne fronte con le proprie forze. La lettura, lo studio, l’esperienza, la consapevolezza sono elementi che non devono mai mancare in un’amministrazione e, in alternativa, le conseguenze sono note e di riflesso diretto sulla cittadinanza tutta. Penna Sant’Andrea oggi è un paese che non progredisce, né economicamente né demograficamente, ed è nostro dovere di consiglieri comunali, nonché di cittadini, informarvi sul reale stato di abbandono e degrado in cui versa il nostro territorio e, in particolar modo, il nostro Capoluogo, un tempo apprezzato da molti turisti. La ricostruzione degli edifici pubblici non decolla, la ricostruzione del centro storico è praticamente ferma al palo con moltissimi cittadini ancora fuori dalle proprie abitazioni”.

“Dal dicembre 2019 il Comune e la popolazione tutta non ha avuto la disponibilità della sala polivalente sita nel Capoluogo – continua ‘ConSenso Comune’ – l’immobile di maggior funzionalità presente sul nostro territorio, in quanto dichiarato inagibile per una carenza al sistema antincendio e, per mancanza di fondi, soltanto a fine luglio 2021 sono stati affidati i lavori per ripristinarne la funzionalità, il tutto grazie ad entrate straordinarie derivanti dall’emergenza Covid. Sul nostro territorio ci sono strade interrotte da più di 7 anni e l’amministrazione comunale non ha minima consapevolezza di come ripristinarle, allo stesso tempo, però ci si auto-elogia per aver ottemperato a piccole attività di ordinaria amministrazione. Nella Frazione di Val Vomano si è dovuto attendere il 6 agosto scorso affinché si provvedesse alla potatura delle siepi che oramai rappresentavano veri e propri disagi alla circolazione delle autovetture. Per non parlare del parco giochi dei bambini, un tempo fiore all’occhiello della frazione, oggi tenuto all’abbandono più totale. La variante al piano regolatore resta un tabù, malgrado le ripetute sollecitazioni nel sottoporlo alla nostra visione, dopo più di 15 anni dall’affidamento del servizio al tecnico incaricato. Notevoli sono anche i problemi riscontrati dalla minoranza, relativamente al Cimitero di Santa Maria e proprio per tali ragioni nei prossimi mesi vi racconteremo una storia che potrebbe avere dell’incredibile. A tutto ciò si aggiunga la completa mancanza di capacità di dialogo con le associazioni di promozione sociale e culturale presenti sul territorio. Un Comune che non si preoccupa minimamente di queste realtà che rappresentano l’ultimo baluardo per la ripresa della socialità, oggi più che mai necessaria per una sana e sperata ripartenza a seguito del tremendo virus che ha colpito tutti”. 

“Tanti paesi limitrofi, nel rispetto della normativa anti-Covid, hanno tentato di lanciare un segnale ai propri abitanti, alle famiglie, di ripresa culturale ed economica e, soprattutto, psicologica, organizzando un cartellone di eventi estivi. A Penna Sant’Andrea, la patria del Laccio d’Amore e culla del folklore abruzzese, non si può organizzare nemmeno una suonata in piazza. L’aspetto che maggiormente colpisce è legato soprattutto ai comportamenti che la stessa maggioranza riserva all’opposizione. Malgrado tutti i disagi e le impossibilità imposte per legge – si legge ancora nella nota del gruppo consiliare – nonostante che i consigli comunali attualmente si svolgano al primo piano dell’edificio comunale ove non è garantito l’accesso a chi, per qualsiasi ragione, è impossibilitato a salire le scale e dove, al fine di far rispettare il distanziamento anti-Covid, hanno dovuto smontare le scrivanie ivi presenti per lasciare spazio ai banchetti della scuola (chiusa), l’attuale maggioranza ha ben pensato di bocciare le nostre richieste di svolgere il consiglio comunale in modalità telematica. La motivazione, oltre ad essere di natura tecnica e, non a caso economica, risiederebbe anche e soprattutto nel fatto che alcuni consiglieri “non se la sentono” a parlare con un microfono e di fronte ad una telecamera. Possiamo tranquillamente assicurarvi che nemmeno lontano dai riflettori i consiglieri di maggioranza dimostrano tutta questa facilità di dialogo, tanto che i loro interventi, in due anni e mezzo di consigli comunali, possono contarsi sulle dita di una sola mano”. 

“Come opposizione allora ci domandiamo: sono realmente consapevoli del motivo della loro candidatura e del conseguente ruolo che oggi ricoprono? È chiaro ed evidente a tutti che ciò viene fatto volutamente e con il fine di non far partecipare, assistere e vedere ai nostri concittadini quanto accade durante le sedute del consiglio. Tutto questo, altro non è che la conseguenza diretta e immediata di una scarsissima attenzione al territorio, fortificata da una sciagurata amministrazione che, si spera, giunga il prima possibile al capolinea”, conclude il Gruppo di minoranza ‘ConSenso Comune’.

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