San Gabriele, Pellegrinaggio mondiale icona 3° Centenario fondazione passionisti

ISOLA DEL GRAN SASSO – Dal 25 settembre al 1° ottobre il santuario di San Gabriele accoglierà l’icona del 3° centenario della fondazione della Famiglia passionista (1720-2020) cui appartengono circa duemila sacerdoti e religiosi passionisti, oltre a migliaia di suore, monache di clausura e laici che condividono la spiritualità passionista. Quella di San Gabriele è una delle tante tappe del pellegrinaggio mondiale che sta portando l’icona in tutti i conventi e nelle parrocchie gestite dai passionisti che sono presenti in 62 nazioni dei cinque continenti.

La tappa di San Gabriele prevede l’accoglienza dell’icona venerdì 25 settembre alle ore 18. Nei giorni seguenti si susseguiranno varie celebrazioni, tra cui quella del 28 settembre con tutti i superiori passionisti dei conventi di Italia, Francia e Portogallo, presieduta dal superiore provinciale padre Luigi Vaninetti, quella con le suore passioniste, con i membri della famiglia laicale passionista e con le parrocchie della forania di Isola del Gran Sasso. L’icona lascerà il santuario giovedì 1° ottobre, al termine della celebrazione conclusiva delle ore 18.

Passionisti nel terzo millennio. L’istituto dei passionisti è stato fondato nel 1720 da San Paolo della croce (Ovada, AL 1694- Roma,1775) per annunciare il vangelo soprattutto ai più poveri e emarginati nelle periferie del tempo, come quelli che abitavano la Maremma toscana. A 300 anni dalla nascita dell’istituto, i passionisti oggi sono consapevoli di dover essere fedeli all’intuizione del fondatore (proclamare l’amore di Dio per il mondo rivelato attraverso la Passione di Cristo) e al contempo di operare in una chiesa chiamata a una “nuova ‘uscita’ missionaria” e spinta a porsi in uno “stato permanente di missione”. Per questo, soprattutto in occasione del terzo centenario, intendono rispondere sempre più all’invito di papa Francesco ad abbandonare il comodo criterio del “si è fatto sempre così” e a “essere audaci e creativi nel compito di ripensare gli obiettivi, lo stile e i metodi evangelizzatori delle proprie comunità e ad avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo”.

In particolare i passionisti italiani, oltre che in zone di missione quali la Bulgaria, l’Angola, la Tanzania, il Kenia, la Nigeria e l’Indonesia, già da tempo sono presenti in molte periferie dal nord al sud d’Italia e hanno la cura di numerosi santuari e parrocchie. Per citare solo qualche esperienza, ad Agazzi (AR) hanno fondato negli anni Settanta del Novecento un istituto di riabilitazione per malattie mentali e fisiche che oggi è all’avanguardia in Italia e può accogliere 200 pazienti, tra cui molti bambini con difficoltà psichiche e psicomotorie. In alcuni casi religiosi passionisti condividono da vicino le sofferenze e illuminano situazioni difficili con un messaggio di compassione e speranza, impegnandosi nella cura pastorale di carceri, ospedali e cimiteri (come il grande cimitero della Certosa di Bologna). Inoltre alcuni passionisti “abitano” le periferie di grandi città in quartieri popolari difficili, gestendo grandi parrocchie a Roma (quartiere Casalotti), a Napoli (quartiere Ponti Rossi), a Bari (quartiere San Paolo) e a Palermo (quartiere Borgo Nuovo).

Ma i figli di San Paolo della croce annunciano il vangelo anche in numerosi santuari in tutta Italia, tra cui alcuni di rilevanza internazionale, quali il Pontificio santuario della Scala Santa a Roma, il santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno (RM), il santuario di Santa Gemma Galgani a Lucca e il santuario di San Gabriele a Isola del Gran Sasso (TE), e altri a rilevanza nazionale, come il santuario della Madonna del Romitello a Borgetto (PA), il santuario dell’Addolorata a Mascalucia (CT), il santuario di San Pancrazio a Pianezza (TO), il santuario della Madonna della Civita a Itri (LT), il santuario della Madonna della Catena a Laurignano (CS), il santuario della Madonna di Casale-Beato Pio a Santarcangelo di Romagna (RN) e il santuario della Madonna della Stella a Montefalco (PG).

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