ROSETO – Si è alzato ufficialmente il sipario sulla Stagione Sportiva 2019/2020 del CSI Teramo. La Convention di Presentazione, ospitata presso l’Hotel Bellavista di Roseto degli Abruzzi, è stata l’occasione di gala per illustrare le iniziative messe in cantiere dall’ente arancio-blu per l’attuale annata, e tutte le novità imposte dai cambiamenti regolamentari e normativi. Dopo i saluti di rito rivolti agli oltre 150 dirigenti di società presenti in sala, il presidente Angelo De Marcellis ha sviscerato le iniziative future del CSI Teramo. Come accaduto anche in passato, l’ente di promozione sportiva locale rinnoverà l’appuntamento con i corsi di formazione di primo livello per arbitri, dirigenti, allenatori e animatori sportivi, che si terranno nel periodo compreso tra ottobre e marzo. Ma ci sarà spazio anche i corsi BLS-D e per i corsi di aggiornamento per gli insegnamenti di educazione fisica riconosciuti dal MIUR. A livello regionale invece verranno promossi corsi per dirigenti turistico-sportivi. A livello scolastico verranno organizzati progetti per la promozione dei sani stili di vita, oltre a programmi di alternanza scuola-lavoro (rivolti agli studenti delle superiori). Per quanto riguarda la promozione sportiva, il pezzo forte è rappresentato dai vari campionati che partiranno a breve: calcio (tornei over 35 e open), calcio a 7 (tornei open e giovanili), calcio a 5 (torneo open, giovanile e femminile), pallavolo (torneo maschile, femminile, misto, giovanile) e pallacanestro (torneo open e giovanile). Sempre a livello regionale, il CSI sarà protagonista con le manifestazioni legate alle discipline della ginnastica artistica, ginnastica ritmica, sci alpino, atletica leggera, podismo, ciclismo e – novità di questa stagione – pattinaggio artistico e pallamano giovanile. Passando al capitolo degli eventi, sono confermati gli eventi natalizi di solidarietà con in testa il Natale degli Sportivi, e quelli di animazione previsti nelle piazze principali di Teramo, ma anche e soprattutto nelle frazioni e nei quartieri di periferia. Inoltre bisogna rimarcare che il 2020 sarà l’anno delle assemblee elettive alla luce dell’imminente scadenza dei mandati sia regionali che territoriali. Infine per quanto riguarda la comunicazione, è confermato il progetto CSIonTV con le telecronache delle gare di campionato, e la centralità dei siti web del CSI Teramo e del CSI Abruzzo che saranno le principali casse di risonanza delle attività associative. Nel corso delle riunioni tecniche tra i responsabili di disciplina e i dirigenti delle varie società società, è state chiarito il contenuto delle variazioni introdotte a livello regolamentare, in particolar modo nel calcio. Nello specifico il giocatore sostituito dovrà uscire dal punto più vicino alla linea perimetrale del campo; i dirigenti in panchina potranno essere richiamati, ammoniti o espulsi; le situazioni in cui l’arbitro viene colpito dal pallone, una eventualità in cui l’azione deve essere fermata; e le reti segnate con una mano, anche se in maniera accidentale (il gol è annullato). Questi provvedimenti sono stati presi per aumentare il tempo effettivo, per rendere il gioco più fluido e corretto, e per migliorare il rapporto tra gli attori (giocatori, dirigenti e direttori arbitrali) in campo. Dopo la cena di gala, il presidente arancio-blu Angelo De Marcellis ha tracciato il bilancio dell’evento: “E’ stato un incontro di inizio anno partecipato e costruttivo, indispensabile per partire con il piede giusto in questa stagione. La sfida che ci attende è quella di promuovere sul territorio una attività educativa ed inclusiva che abbia una forte attenzione verso il contrasto ai mali del nostro tempo come la solitudine e le dipendenze che coinvolgono tante persone. Lo sport promosso dalle nostre Associazioni deve essere uno strumento di forte contrasto a queste problematiche sociali, il CSI, che compie 75 anni, deve guardare sempre al futuro e non può deludere le aspettative della popolazione”.

 

INTERVISTA A SERGIO BRIO – OSPITE D’ONORE DELLA CONVENTION

Sergio Brio gigante di umanità

 

Lo stopper della grande Juve degli anni ’80 ha raccontato la sua esperienza alla Convention CSI.

Una mole da gigante, una grinta e un carattere fuori dal comune. Quel carattere che gli ha permesso di battere la sfortuna (che nel corso di un’amichevole si era palesata sottoforma di un gravissimo infortunio al ginocchio) e di affermarsi in una delle Juventus più forti di tutti i tempi, quella dei primi anni ‘80 che vantava nella sua rosa ben 6 campioni del mondo. Un grande giocatore, uno dei cinque al mondo che ha vinto tutti i trofei FIFA e UEFA del suo tempo. Ma allo stesso tempo un grande uomo, capace di aiutare economicamente un suo ex compagno di squadra, il portiere Massimo Piloni, in un momento in cui tutto il mondo del calcio lo aveva dimenticato, ma anche di scrivere a quattro mani (insieme con Luigia Casertano) un libro, il cui incasso è stato completamente devoluto in beneficienza per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro presieduta da Allegra Agnelli, mamma di Andrea, attuale presidente del club torinese. “Ho coronato il sogno che avevo da bambino: vestire la maglia bianconero e ottenere grandi successi. Sono stato a Torino per 13 anni, sono orgoglioso di quello che ho fatto perché non è da tutti giocare per così tanto tempo con una sola maglia”, Sergio Brio – ospite d’onore della Convention di Presentazione della Stagione Sportiva del CSI Teramo 2019/2020 – durante l’intervista moderata da Luca Sinibaldi commenta così la sua esperienza sportiva con la casacca della “Vecchia Signora”. Poi con estrema cortesia risponde alle domande del folto pubblico intervenuto al rendez-vous arancio-blu, parlando dei suoi esordi e dei personaggi incontrati in carriera : “Subito dopo l’esordio al Lecce mi vendettero in Prima Categoria per pochi spiccioli. Mio padre, che non seguiva affatto il calcio, in quell’occasione si interessò e si oppose al trasferimento: fu la mia fortuna. In breve tempo si interessarono a me le principali squadre italiane. Fui venduto alla Juve, e dalla Serie C mi ritrovai in spogliatoio con Causio, Altafini, Zoff, Furino e altri campioni inarrivabili. Avevo diciotto anni e mi chiedevo cosa ci facessi lì. Poi andai in prestito alla Pistoiese, fu un passo indietro che accettai a fatica, ma mi servì per tornare con i piedi per terra. L’attaccante che mi ha creato più difficoltà? E’ stato Marco Van Basten: aveva una rapidità fuori dal comune e una tecnica incredibile. Platini inizialmente aveva l’atteggiamento di grandeur tipico dei francesi, quando gli abbiamo fatto capire di essere arrivato in uno spogliatoio ricco di campioni, si è posto con più umiltà ed è diventato uno di noi. Cabrini? Un grande campione e un bravissimo ragazzo”. Poi la memoria scivola inevitabilmente alla notte del 29 maggio 1985, la strage dell’Heysel in cui persero la vita 39 persone, di cui 32 provenienti dall’Italia: “Inizialmente ci dissero che c’era un solo morto. Solo in albergo ci raccontarono la verità in tutta la sua drammatica crudezza. Non volevamo giocare, siamo scesi in campo perché ci hanno costretto, per motivi di ordine pubblico”. Infine l’ultimo ricordo, il più dolce, quello dedicato al compianto Gaetano Scirea nel trentennale della sua tragica scomparsa: “Era un ragazzo schivo, parlava pochissimo, ma quando prendeva la parola nello spogliatoio non volava una mosca, aveva un carisma incredibile, tutti lo stavano a sentire”.