UNITE, UN CORSO DI ALTA FORMAZIONE SU “PROCEDURE CONCORSUALI E CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO”

TERAMO – Sarà inaugurato giovedì 25 ottobre alle ore 15.00 nella Sala delle lauree della Facoltà di Scienze politiche, il Corso di Alta formazione in Procedure concorsuali e crisi da sovraindebitamento organizzato dal Corso di laurea in Economia dell’Ateneo teramano e l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Teramo.
Il corso rappresenta un focus di approfondimento sulla riforma in atto delle discipline della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che rappresenta una netta svolta anche di carattere culturale. Parteciperanno il rettore Luciano D’Amico, il rettore eletto Dino Mastrocola, il presidente del Corso di laurea in Economia Fabrizio Antolini, i presidenti di Ordine e Fondazione dei Dottori Commercialisti di Teramo rispettivamente Alberto Davide e Massimo Mancinelli e il coordinatore del corso Walter Strozzieri.
Interverranno Alessandro Iacoboni, presidente de Tribunale di Teramo; Antonio Guerriero, procuratore della Repubblica di Teramo; Fulvio Gigliotti, del Consiglio Superiore della Magistratura; Fabrizio Di Marzio, consigliere di Cassazione; Giovanni Cirillo, giudice delegato ai fallimenti del Tribunale di Teramo; Guerino Ambrosini, presidente dell’Ordine degli avvocati di Teramo; Valeria Giancola, consigliere nazionale delegato alle procedure concorsuali; Felice Ruscetta, presidente della Fondazione ADR Commercialisti (Alternative Dispute Resolution).
«Fin dal Medioevo – spiega il coordinatore del corso Walter Strozzieri ‒ il Mercante che si trovava in una situazione tale da non riuscire a onorare i suoi debiti veniva considerato come un imprenditore debole e inesperto assimilato al ladro. Nella stesura della legge fallimentare del 1942 questo concetto viene conservato tanto che viene afflitto all’imprenditore insolvente una sorte di marchio: l’appellativo di fallito».
«Solo successivamente, con le riforme del 2004, 2005, 2006 e seguenti – aggiunge Strozzieri ‒ si inizia a porre l’attenzione sull’impresa. Finalmente la cultura del nostro tempo muta e con essa le finalità del Diritto fallimentare: dalla schiavitù del debitore al risanamento. L’esigenza di modernizzare la complessa materia concorsuale, nel frattempo oggetto di continui interventi, è stata sollecitata anche dall’Unione Europea. Da qualche settimana, finalmente è stata diffusa la bozza del nuovo “Codice della crisi e dell’insolvenza”, in attuazione della L. 155/2017, che presenta molteplici novità».
REDAZIONE UFFICIO STAMPA

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