VIDEO | Prati di Tivo, chiusura impianti (per ora) scongiurata: chiesto all’Asbuc il ritiro del provvedimento

TERAMO – Incontro definitivo positivo, quello avvenuto oggi in Provincia e voluto dal Presidente Diego Di Bonaventura con la Regione Abruzzo e l’Asbuc di Pietracamela. Quale soluzione portare avanti per scongiurare la chiusura degli impianti di Prati di Tivo? Dopo l’avvio del procedimento di sospensione della licenza per gli impianti, le parti si sono incontrate quest’oggi in via Milli. Era presente anche la Gran Sasso Teramano, con il liquidatore Gabriele Di Natale.

Aperture da parte dell’Asbuc, alla quale è stato chiesto di ritirare il provvedimento di diffida con il quale si registra il mancato pagamenti dei canoni di locazione dal 2015 della Gran Sasso Teramano.  In tal senso non c’è stata una vera e proprio risoluzione, sono state comunque avanzate delle proposte transattive e dovranno essere effettuati altri incontri. La Regione, d’altro canto, per voce del Sottosegretario Umberto D’Annuntiis, fa sapere che il procedimento avviato dalla Regione potrà essere sospeso o fermato, in attesa delle decisioni dell’Asbuc.

L’unica buona notizia è che per ora gli impianti di risalita restano aperti. In futuro? Si vedrà.

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NOTA DELLA PROVINCIA DI TERAMO

 La Gran Sasso Teramano è una società in liquidazione e per legge non può, in questa fase della procedura, pagare alcun debitore tanto più che sono in corso i bandi per la vendita del patrimonio immobiliare. I debiti della società sono riconosciuti e certificati ma non essendoci liquidità di cassa non possono essere onorati. Nemmeno i debiti verso l’Amministrazione separata di Pietracamela, socia della Gran Sasso, che ha presentato un decreto ingiuntivo per i canoni pregressi e ritirato il contratto di concessione dei terreni.  Gli impianti di risalita e la cabinovia insistono sui terreni di proprietà dell’Asbuc e la risoluzione del contratto di concessione da parte di quest’ultima ha fatto scattare il procedimento amministrativo da parte degli Uffici regionali che hanno avviato la procedura per la revoca dell’autorizzazione al pubblico esercizio degli impianti di risalita e della cabinovia. In piena estate e con un flusso turistico in crescita.

Una situazione complessa che questa mattina è stata analizzata a fondo nel corso di una riunione che si è svolta in Provincia e che ha visto il contributo del sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale, Umberto de Annuntiis (la Regione è socia al 15% della Gran sasso teramano).

Sul futuro della stazione turistica e sui piani di rilancio è aperto un altro tavolo che è quello dell’Assemblea dei Soci di cui tutti facciamo parte: conclusa questa fase e trovato il modo di ripianare i debiti, come abbiamo sempre detto, andremo ad una bando ultradecennale per la gestione degli impianti rimettendo nelle mani dell’intraprendenza privata la gestione” ha specificato il presidente Diego Di Bonaventura al termine della riunione alla quale sono intervenuti anche il vicepresidente Alessandro Recchiuti, il sindaco del Comune di Pietracamela, Michele Petraccia, il liquidatore della società, Gabriele Di Natale e  Paride Tudisco presidente dell’amministrazione separata di Pietracamela che rivendica il pagamento del debito pregresso.

Accertata l’impossibilità , giuridica e finanziaria, di onorare, in questa fase, il debito verso l’Asbuc come verso chiunque altro, è stato chiesto a Paride Tudisco di tornare sui propri passi in attesa di portare a compimento tutte quelle azioni imposte dalla procedura di liquidazione e che la Provincia, insieme ai soci, sta regolarmente compiendo. “Ogni altro passaggio in questa fase porterebbe alla chiusura degli impianti e al fallimento della società: a quel punto tutti, compresa l’Amministrazione Separata, non solo non avrebbe speranza di recuperare il credito ma si troverebbe a far fronte a un debito in quanto socia della Gran Sasso. Va specificato che i debiti della società non sono dovuti ai costi di funzionamento ma alle sanzioni tributarie che datano qualche anno. Con pazienza e buon senso abbiamo convenuto tutti che l’obiettivo più importante è mantenere aperti gli impianti. Sono certo che i tecnici e i legali, pure loro al lavoro, sapranno trovare la giusta soluzione visto che la volontà istituzionale è chiara ed unanime”.

 

 

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