TERAMO – In riferimento all’intervista rilasciata dal commissario ATER Nicola Salini alla trasmissione “Prima di tutto” del 20/07/2019, una sorta di bilancio dei suoi 15 mesi ai vertici dell’istituto ci è parso necessario fare alcune precisazioni.

Premessa: nessuno qui nega l’impegno profuso dal giovane professionista. Tuttavia, In quanto attenti osservatori di tutte le problematiche relative alla ricostruzione, esprimiamo un certo stupore per i toni vagamente trionfalistici che si evincono dall’intervista. Un aspetto su tutti: i tempi certi cui, per ammissione dello stesso Salini, i cittadini vorrebbero avere contezza, dove sono?

Sul carattere “emergenziale” della situazione ci viene da sorridere in quanto la ragione d’essere dei commissari è proprio quella di far fronte a situazioni di emergenza. In nessun altro modo si giustificherebbero certe nomine (e stipendi certamente adeguati alle responsabilità che si vanno ad assume re).

Nel merito, se gli studi di fattibilità sono stati completati e validati dall’USR, perché mai continuano a mancare gli affidamenti? Lo Sblocca cantieri per gli importi sotto soglia ha velocizzato le modalità di affidamento, peraltro già snellite dal Nuovo Codice degli Appalti, prevedendo quello diretto. E sono tanti gli interenti ATER che potrebbero essere espletati con tali modalità. Quanti sarebbero gli importi si progettazione superiodi ai 220.000 euro? E le procedure negoziate per tali importi sono davvero uno spauracchio? Non capiamo davvero dove starebbe la complicazione rispetto al passato

Il dato dello scarso numero di risposte alle proposte di alloggi acquisti dalla Regione per proprietari di alloggi classificati come “E”, un vero e proprio flop che peraltro sconfessa i dati dell’Amministrazione, non va che a confermare la nostra idea dell’errata impostazione di tutta l’operazione. Non crediamo sia mancata attività di sensibilizzazione, come afferma Salini. Reputiamo piuttosto siano mancate indicazioni sulla precisa ubicazione degli alloggi in questione. Nelle tabelle dei suddetti immobili sono state indicate solo le vie, e spesso si trattava di arterie stradali lunghissime, e non i numeri civici, con il conseguente risultato che taluni potenziali inquilini hanno declinato l’offerta per non partecipare ad una sorta di “terno al lotto”.

Inoltre, una scrematura degli alloggi, eliminando quelli posti in luoghi non serviti dal pubblico trasporto, avrebbe certamente giovato di più al successo dell’offerta.

In definitiva, non crediamo che ci sia qualcosa da festeggiare. A tre anni (!) dall’evento sismico, sta per partire il primo cantiere, relativo ai 32 alloggi di Via Adamoli. I lavori sono previsti per Agosto, o fose Settembre, ma più sicuramente ad Ottobre (facciamo Novembre?), e certificano, a nostro avviso l’immobilismo cui si è assistito in questi anni, piuttosto che la promessa di una ripartenza celere e di futuro radioso su cui nutriamo più di un dubbio.

Pina Ciammariconi Capogruppo M5S Consiglio comunale di Teramo