Inazione? No, caro imprenditore in azione

La tempesta è già iniziata. Le onde sono alte e minacciose. L’imbarcazione è sempre più instabile su un mare livido e incerto. Che si fa? Ci fermiamo e aspettiamo che il destino faccia il suo corso, oppure ci guardiamo attorno e cerchiamo di capire come fare per ritornare il prima possibile in un porto sicuro?

Se hai risposto che aspetti che il destino faccia il suo corso, questo non è un articolo per te. Se invece, hai pensato: “Devo fare qualcosa?”, caro imprenditore prendi la fune che ti sto per passare. Ti spiego come darti una possibilità per trasformare il tuo business da inerme a in azione.

Proprio come in una burrasca, questo di sicuro non è il momento per non agire. Le persone e quindi anche i tuoi clienti sono spaventati, accumulano tensioni e hanno paura sul post-Covid. Stanno alimentando una valanga di ansie e incertezze, che non puoi rimanere in silenzio. Non puoi permettertelo.

Prima di tutto è un dovere etico e morale verso la nostra comunità. Questo è il momento di comunicare e sciogliere le tensioni. È il momento di essere presenti. È il momento di incoraggiare, e se è possibile di stare vicino alle persone. Sono tante le aziende che hanno scelto di muoversi in questa direzione. E così c’è chi come Barilla, che può, lavora per diffondere sulle TV uno spot sull’#italiacheresiste. L’obiettivo è ispirare ottimismo e italianità. Ma c’è anche chi, molto più genuinamente, si rende utile condividendo sui propri canali social le informazioni di pubblica utilità. Dalle indicazioni sul corretto lavaggio delle mani, alle più istituzionali regole da rispettare nei luoghi pubblici. E poi c’è chi va oltre la soglia delle belle parole, che pure servono per il morale, e cercano di fare. Fare mascherine. Fare donazioni. Fare, punto. Comunicazioni non sempre originali, ma questo non è il momento dell’originalità. È il momento di dare piccole certezze, perché sono proprio quelle a scomparire. L’ignoto avanza e fa paura.

L’altro motivo per cui i business non possono non comunicare in questo momento è perché il lock down è un’occasione ghiotta per farsi conoscere. Un recentissimo report di McKinsy mette in evidenza un dato da non sottovalutare. Il 64% di italiani ha incrementato la fruizione di contenuti online. Questo significa che con la giusta strategia di web marketing e un buon piano editoriale si può accedere a una platea sconfinata. Chi è a casa in ciabatte e tuta è annoiato e cerca informazioni per distrarsi. Ha molto più tempo per informarsi, perché meno distratto dalla palestra, il pargolo da portare a recitazione e i genitori da riprendere dal fisioterapista. È lì sul divano-letto-sedia che aspetta di vedere qualcosa di interessante e capace di intrattenerlo. E così c’è chi, come alcuni chef blasonati, che utilizzando i social per mostrare le loro ricette fatte in casa. Ribadiscono il messaggio dell’#iorestoacasa e rafforzano il loro brand professionale, stimolando l’acquolina a prenotare, appena sarà possibile, un tavolo nei loro ristoranti. Le palestre, invece, hanno iniziato a fornire corsi online per tenersi in forma da casa. Ti alleni in spazi angusti e non vedi l’ora di tornare più carico di prima in spazi confortevoli e, magari prolungando l’abbonamento, appena si riapriranno le porte d’ingresso. Questi sono solo alcuni dei tanti esempi visti sul mondo virtuale.

Come vedi c’è tanto da fare. Questo è sicuramente il momento di agire. Nessuna attesa o sonni sconvolti dalla paura di non sapere come ricominciare. Inizia subito! La tua nave ha bisogno di te. Sei pronto ad affrontare la tempesta?

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