Casa di riposo di Sant’Omero: il PD ha la memoria corta

TERAMO – Il PD, dopo aver amministrato la regione per cinque anni, “risorge e pontifica” sulla casa di riposo di Sant’Omero con un comunicato confuso, contraddittorio e  in alcuni tratti farneticante.
Comprendo  tutto e comprendo anche le esigenze di geopolitica ma vorrei chiedere:
– cosa ha fatto la giunta D’Alfonso in cinque anni per evitare che la storica residenza della casa di riposo fosse dichiarata inagibile.
– come mai il PD, ora bravo a presentare interpellanze ed interrogazioni in consiglio, con il solo fine di strumentalizzare la situazione, non ha destinato fondi della programmazione 2014/2020 al recupero dell’immobile  preferendo privilegiare altri territori.

Nel confuso comunicato  si parla anche del depuratore della zona industriale di Nereto per il quale il tempo è stato galantuomo e ha dimostrato che chi ultimamente aizzava le folle è stato il “cavallo di Troia” di un’operazione iniziata durante la giunta d’Alfonso, anche attraverso visite guidate, e che solo la caparbietà del sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi, ha impedito che si realizzasse.
Stia tranquillo quindi il PD locale che il “riservato Sottosegretario”, pur non strepitando, lavora in silenzio per fare in modo che la Val Vibrata recuperi i ritardi dovuti alla cattiva amministrazione della Giunta D’Alfonso, e questo indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni locali, come possono testimoniare i Sindaci di area di centro sinistra della Val Vibrata e il lavoro fatto sarà giudicato dai cittadini alle prossime elezioni.

E stia ancora più tranquillo il PD locale sul fatto che l’assessore competente mantenga gli impegni assunti al fine, quantomeno, di non creare ripercussioni sul nuovo assetto del governo nazionale: il Presidente Draghi è molto preoccupato per questo.

Infine, appare alquanto squallido il tentativo di speculare sulla condizione  dei lavoratori che hanno sempre avuto un comportamento responsabile, infatti il nuovo CDA si è assunto l’onere di garantire la conservazione del posto di lavoro a tutti i dipendenti e nello stesso tempo un servizio adeguato in una struttura idonea a tutti gli ospiti che oggi non può essere garantito anche in virtù delle prescrizioni date e delle ordinanze emesse.

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