Caso Ruzzo, Italia Viva: da PD ostilità politico-mediatiche

TERAMO – Italia Viva ritiene opportuna l’interruzione delle ostilità politico-mediatiche sulla vicenda della società acquedottistica Ruzzo S.p.A., della quale siamo lieti di esprimere la Presidente nella persona dell’avvocato Alessia Cognitti, rieletta per la seconda volta dall’Assemblea dei soci, a dimostrazione dell’efficacia del proprio operato amministrativo.

Il PD provinciale si è piccato per la sottolineatura della strategia piddina – condivisa con la Lega – di abbandonare l’Assemblea del Ruzzo, piuttosto che discutere nella sede istituzionale le problematiche e le proposte inerenti la società. Invero, tale sottolineatura si è resa necessaria a fronte delle accuse di accordi trasversali che avrebbero sorretto le nomine del CdA, accuse infondate nella misura in cui una società partecipata da 36 Comuni – i cui primi cittadini provengono dalle più varie estrazioni politiche – non può che trovare dei momenti di sintesi proprio sulle capacità dei soggetti chiamati a curare l’interesse generale, piuttosto che sulle appartenenze di schieramento o di partito.

Il PD provinciale, attualmente a guida aquilana e pescarese, siamo certi che non interpreti né i sentimenti né gli interessi dei teramani, essendo sceso persino al livello delle accuse personali, con riferimenti alla mancanza di “serietà” e a presunti “amoreggiamenti ilari”, a dimostrazione dell’assenza di rispetto che il Partito Democratico ostenta non solo nei confronti della Presidente, ma soprattutto nei confronti dei 26 sindaci che hanno palesemente confermato la soddisfazione istituzionale per la gestione dell’azienda, con l’aggravante politica che parecchi di quei 26 sindaci sono diretta espressione di coalizioni di centrosinistra, delle quali fa parte a pieno titolo proprio il PD.

Respingiamo tali attacchi personali che si rivelano del tutto inconsistenti e qualificano solo chi li mette in atto, rivelando un lessico che richiama esperienze infelici del passato. Ma siccome il PD sostiene che “intende fare della chiarezza un tratto indelebile del suo essere”, è appena il caso di rimarcare l’unanimità dell’apprezzamento manifestato dai sindaci nei riguardi del lavoro svolto dalla Presidente Cognitti, circostanza che qualifica le rimostranze democratiche come una battaglia di retroguardia che non introduce alcuno spirito di collaborazione, bensì la malcelata ammissione di una sconfitta figlia soltanto di incapacità politica e relazionale.

Quanto alla inesatta e penosa confessione secondo la quale il CdA del Ruzzo sarebbe “espressione di una sola parte dell’assemblea”, occorre rispedire al mittente una lettura così sofferente nella sua falsità, se solo si consideri che quanto stabilito dall’Assemblea dei soci riveste il carattere della correttezza sia sotto l’aspetto formale (approvazione del CdA all’unanimità dei 26 sindaci presenti) sia sotto l’aspetto sostanziale (radicale assenza di formali contestazioni relative alla pregressa gestione societaria).

Suscita tristezza la condizione di un grande partito che si riduce alla maldicenza e alla diffamazione, sostenendo – come nella peggiore deriva complottista – che si siano “raggiunti accordi tra improbabili capi acquattati all’ombra e non nella trasparenza di normali rapporti politici”. È vero l’esatto contrario: la trasparenza degli accordi e degli intendimenti fra i soci è stata talmente limpida e unanime, da essere stata palesata da molti sindaci nei giorni precedenti all’Assemblea medesima.

Pertanto, non possiamo non condividere il principio invocato dal PD, quello in base al quale “gli enti di gestione appartengono a tutti”, proprio perché sono al servizio dell’intera comunità teramana, al di là delle appartenenze politiche o di schieramento. Ed è nel dialogo e nell’interazione fra i soci che si devono trovare accordi e mediazioni nel superiore interesse pubblico, quello che il PD intende perseguire a parole, ma non nei fatti, considerati gli esiti delle sue interlocuzioni, valutate le sue accuse preconcette e le sue critiche pretestuose, nonché lette le sue plurime invocazioni a differenti metodologie decisionali che (non a caso) non vengono mai concretamente esplicitate.

Teramo, 22 gennaio 2020 Il Coordinamento Provinciale di Italia Viva

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