Caro bollette, la lettera del Coordinamento Comitati di Quartiere alla Ruzzo Reti e al Sindaco D’Alberto

                                                               Al Sig.Sindaco

                                                                          Gianguido dott.D’Alberto

                                                                          Comune di Teramo

                                                               Al Sig.Presidente del Cda

                                                                          Alessia avv.Cugnitti

                                                                         Ruzzo Reti spa – Via Dati – Teramo

oggetto: conguaglio bollette e piano

                industriale Ruzzo Reti spa

Stimatissimi,

in questo periodo tanti concittadini teramani segnalano e sono preoccupati per il pagamento di somme loro imputate dalla Ruzzo Reti spa nelle bollette emesse a conguaglio per gli anni dal 2018 al 2020. Molti degli importi richiesti attengono a tre anni fa, periodo che per l’Arera non dovrebbe essere conteggiato, in quanto la normativa impone che la lettura debba avvenire obbligatoriamente non oltre il secondo anno. In conseguenza, i conguagli richiesti sarebbero illegittimi , in quanto afferenti un periodo prescritto. Per altri, molti utenti dichiarano che avrebbero segnalato l’autolettura dei consumi sempre nel medesimo arco di tempo indicato, senza che l’azienda ne avesse tenuto conto.

Le predette anomalie non fanno altro che aggravare i già magri bilanci delle famiglie, anche per effetto dell’elevata incidenza delle tariffe idriche e di quelle sullo smaltimento dei reflui.

Secondo quanto dichiarato dall’azienda acquedottistica, gli elevati livelli delle tariffe deriverebbero da prescrizioni imposte dall’Arera, come se si trattassero di adeguamenti imposti dalla stessa autorità di vigilanza. Appare evidente che questa giustificazione non pare proponibile, atteso che l’autorità ha imposto solamente un equilibrio di bilancio, ossia che debba esserci parità tra entrate ed uscite, rispondenti a ricavi (tariffe) e costi derivanti dal piano industriale. E’ chiaro che se aumentano in maniera irrazionale i componenti negativi di reddito, per garantire l’equilibrio di bilancio è indispensabile ricorrere all’adeguamento delle tariffe legate ad un bene peraltro di proprietà collettiva. Ma questa dovrebbe essere l’ultima tra le scelte politiche possibili, perché con essa verrebbero ad essere colpiti sopratutto i ceti sociali meno abbienti. Da una lettura dell’ultimo piano industriale a noi pare che la società stia “esagerando” in scelte aziendalistiche che non stanno nel solco della razionalizzazione delle spese. Tra gli oneri ascrivibili a questa categoria si possono annoverare:

– l’elevata incidenza del costo del personale in rapporto agli oneri di altri fattori produttivi;

– l’eccessivo ricorso alle esternalizzazioni dei servizi;

– la mole del contenzioso e delle sofferenze;

– la contabilizzazione elevata di crediti insoluti, costituenti perdite per la società.

Alla luce di quanto precede, noi vorremmo che i cittadini teramani, in un momento così difficile e particolare, non subiscano più ingiuste rivendicazioni, sopratutto per l’uso di un bene la cui proprietà è pubblica.

Chiediamo che, pertanto, siano restituiti d’autorità agli utenti i conguagli 2018 prescritti contabilizzati in bollette ovvero che essi possano costituire crediti sulle successive forniture. Nel contempo, si chiede che per il futuro gli aumenti tariffari siano in linea con l’inflazione, che sia civilisticamente ridotto ad un livello accettabile l’accantonamento annuale al fondo rischi su crediti e che il peso dei fattori produttivi sia riallineato alla produttività programmata.

Con osservanza

Teramo li 21/03/2021                                                          F.to  Il Presidente

                                                                                                  Domenico Bucciarelli

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