Rifondazione su riapertura Brioni: giardini chiusi, fabbriche aperte, una follia!

PESCARA – Mercoledì 18 marzo Rifondazione Comunista aveva evidenziato la necessità di includere Penne nella zona rossa decretata da Marsilio ed in particolare di fermare le produzioni non essenziali tra cui la Brioni.

Oggi scriveremo a sindaci, prefetto, Ispettorato del lavoro e Asl, associandoci a quanto già fatto dai sindacati nel manifestare tutti i rischi della riapertura degli impianti produttivi Brioni.

L’elenco delle inadeguatezze esposto dai lavoratori non è frutto di paura ma di conoscenza del ciclo produttivo che difficilmente può prestarsi a rispettare le prescrizioni minime per evitare il diffondersi del contagio.

Ricordiamo che quando i lavoratori si astengono dal lavoro lo fanno non solo per loro ma per noi tutti.

È paradossale che si richiami la popolazione a provvedimenti sempre più restrittivi (tra poco dettaglieranno a quale albero è consentita la pipì di un cagnolino) e poi si costringono centinaia di persone a spostarsi anche per chilometri dovendo raggiungere un luogo di lavoro che nessuna norma può rendere sicuro al 100%.

 

Marco Fars, Segretario regionale PRC-SE Abruzzo

Corrado Di Sante, Segretario provinciale PRC-SE Pescara

Gabriele Frisa, Segretario cittadino PRC-SE Penne

Read Previous

Coronavirus, gli interventi del COC di Teramo

Read Next

Coronavirus: una minorenne fugge per incontrare il fidanzato a Pescara