TERAMO – Domani giovedì 8 novembre alle ore 21:30 presso la Casa del Popolo di Teramo in Via Nazario Sauro n.52, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della rivoluzione russa, proietteremo il film “OTTOBRE – I DIECI GIORNI CHE SCONVOLSERO IL MONDO”. Il film fu commissionato, con mezzi larghissimi e totale autonomia, dal governo sovietico per la commemorazione del decimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Protagonista assoluta dell’opera è la massa di operai, soldati e cittadini che furono chiamati a interpretare se stessi nelle giornate vissute in prima persona.
“Questo è il primo appuntamento che apre il nostro week-end all’insegna della rivoluzione bolscevica – dicono gli organizzatori – Sabato infatti abbiamo organizzato una seconda giornata con un seminario e mostra fotografica”.

Ecco la trama del film:

Ottobre – I dieci giorni che sconvolsero il mondo

Genere: drammatico, storico
Regia: Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, Grigorij Vasil’evič Aleksandrov; Aiuto registi: Maksim Štrauch, Michail Gomorov, Ilja Trauberg
Sceneggiatura: Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, Grigorij Vasil’evič Aleksandrov
Produttore: Sovkino (Mosca, Leningrado)
Fotografia: Eduard Tisse, Vladimir Popov, Vladimir Nil’sen
Musiche: Edmund Meisel (per l’estero)
Scenografia: Vasilij Kovrigin
Interpreti e personaggi:
Vasilij Nikandrov: Lenin
Nikolaj Popov: Kerenskij
Boris Livanov: il ministro Terešenko
Nikolaj Podvojskij: sé stesso
Eduard Tisse: un ufficiale tedesco

Pietroburgo, febbraio 1917. Dopo la rivoluzione di febbraio il monumento dello zar Alessandro III viene demolito. A causa dell’entrata nella prima guerra mondiale le condizioni del proletariato, sempre più sfruttato, affamato e infreddolito, non fanno che peggiorare.

In aprile Lenin torna dall’esilio in Svizzera per raccogliere il malcontento popolare e organizzare il colpo di stato.

A luglio le truppe controrivoluzionarie del generale Kornilov si preparano a difendere la città. Dopo che i manifestanti vengono uccisi, i quartieri proletari vengono isolati dal centro facendo alzare i ponti, mentre i cadaveri dei manifestanti sono ancora sopra. Nel frattempo i borghesi lanciano con tono derisorio le copie della Pravda, il giornale bolscevico, nel fiume.

Anche il quartier generale dei bolscevichi viene distrutto e il governo provvisorio ordina l’arresto di Lenin, che nel frattempo si è nascosto in una capanna per dirigere la rivolta in sicurezza. Intanto Kerenskij, leader del governo provvisorio, si reca dallo zar e viene accostato satiricamente a una statua meccanica di un pavone e a una statuetta di Napoleone. Sotto la sua presidenza si instaura il governo provvisorio russo.

Kornilov, anch’egli paragonato a Napoleone, è considerato una perpetuazione del potere zarista. Tenta un contro-colpo di stato facendo avanzare le sue truppe sulla città “nel nome di Dio e della patria”.

La presa del Palazzo d’Inverno in una scena del film
Il messaggio rivoluzionario, diffuso attraverso dei volantini, fa presa anche sull’esercito del governo, che stringe una fratellanza con i bolscevichi, simboleggiata dall’unione nel ballo popolare lezginka.[1] Kerenskij nel frattempo si è rifugiato sotto una montagna di cuscini nel letto della zarina.[2] In questa lotta tra “due Bonaparte”, Kerenskij è costretto a piegarsi chiedendo l’aiuto dei bolscevichi, che prendono il controllo dell’arsenale della città e arrestano Kornilov. Gli operai vengono addestrati ad usare le armi per l'”ultima decisiva battaglia”.

In ottobre, al secondo congresso dei soviet viene approvata la proposta di insurrezione di Lenin. Mentre l’Aurora salpa, gli operai riprendono il controllo dei ponti della città. Il governo provvisorio cade il 25 ottobre alle 10 del mattino. La Guardia Rossa fa irruzione nel Palazzo d’Inverno, arrestando gli occupanti, e perquisendoli uno ad uno rivelando i tentativi di furto degli oggetti preziosi presenti nel palazzo. Lenin prende il potere dichiarando che la “rivoluzione operaia e contadina si è compiuta”.