TERAMO – I dati sono assai eloquenti. Quest’anno le supplenze dei docenti supereranno  a livello nazionale le 200 mila unità, appesantendo la macchina della scuola che deve recuperare il tempo perso a causa della pandemia. Lo stesso discorso vale per il personale ATA con oltre 30.000 supplenze. Una situazione che in provincia di Teramo comporterà almeno 650 nomine annuali (450 docenti e 200 ATA).

Le misure messe in atto dall’Amministrazione dovevano essere più coraggiose. Un sistema di reclutamento lento e farraginoso da anni sta bloccando il ricambio generazionale nelle scuole. Negli ultimi vent’anni sono cambiate tante volte le regole per assumere i docenti. Il risultato è che persiste un precariato atavico e il sistema di reclutamento fa acqua da tutte le parti.

Occorre ricondurre ad organico di diritto quello consolidato negli anni nell’organico di fatto sia per gli ATA che per i docenti. Invece si prosegue nella finzione di avere necessità di un organico ridotto (organico di diritto), poi si è costretti ad assumere i supplenti perché quell’organico non basta per le esigenze delle scuole (organico di fatto). La lotteria delle supplenze è tutta qui: programmazione sbagliata del sistema di reclutamento (con regole cambiate da ogni governo e mercato dei titoli) e rincorsa a coprire le esigenze e  le necessità delle scuole.

Una scelta politica responsabile prenderebbe atto dei propri errori del passato. E’ ormai compito del governo riaprire il confronto sulla materia del reclutamento e delle abilitazioni per il personale docente e delle immissioni in ruolo del personale ATA attraverso la revisione dei parametri dell’organico e delle mega istituzioni scolastiche.

 Intanto in provincia di Teramo proseguono le nomine annuali per coprire tutti i posti disponibili. Il 22 settembre sarà la volta delle scuole superiori. E purtroppo queste nomine  non basteranno perché il cosiddetto organico COVID non ha rispettato le richieste delle scuole. Sono troppo pochi  i 78 docenti per l’infanzia, i 47 per la primaria, i 24 docenti per le scuole secondarie di I grado e i 51 per il II grado. Come sono ancora pochi i posti per i collaboratori scolastici che andavano potenziati per rafforzare la vigilanza, in un periodo così delicato. Stranamente assenti da questo organico aggiuntivo gli assistenti amministrativi, pilastro delle segreterie scolastiche; così come non vengono presi in considerazione gli assistenti tecnici assenti nel primo ciclo d’istruzione, pur essendoci laboratori in ogni scuola.

 Oggi, nel momento  in cui la scuola si appresta a ripartire anche nella nostra provincia, dobbiamo fare in modo che non si spengano i riflettori su di essa; occorre battersi (a partire dall’utilizzo delle risorse europee) per l’eliminazione della povertà educativa nelle nostre aree e nei territori deprivati, per la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’aumento del tempo scuola, la fine delle classi numerose, un’edilizia scolastica moderna, la banda ultra larga per ogni scuola, la collocazione di un assistente tecnico in ogni scuola del primo ciclo e di un collaboratore scolastico in più per ogni plesso del Paese, la risoluzione del problema del precariato con  concorsi regolari. Occorre dare priorità alla scuola. Per questo saremo sabato 26 settembre a manifestare a Roma.