TERAMO – 72 milioni di euro al giorno. E’ quanto spende lo Stato italiano per acquistare e produrre nuovi sistemi di armamenti. E’ la denuncia del Partito della Rifondazione Comunista che su questo tema ha lanciato una campagna nazionale cui hanno risposto anche i militanti teramani con un sit-in.

E’ contestabile soprattutto, secondo il segretario della sede locale del partito, in considerazione delle risposte insufficienti del Governo all’emergenza coronavirus, nella fase di ripresa e nella gestione sanitaria della pandemia, a Teramo come a livello nazionale; ma è soprattutto la destinazione degli investimenti governativi al centro della campagna, visto che a fronte della scarsità di risorse per la salute dei cittadini, nel nostro Paese si continua a investire in armamenti.

Con il costo di un F35, 100 mln di euro è possibile acquistare 7.000 respiratori, ad esempio, e incrementare i posti letto e le strutture ospedaliere.

Per questo è necessario, per Rifondazione Comunista, tagliare le spese agli armamenti e destinarli alla sanità.

 

Ascolta Mirko De Berardinis

Nota Stampa

Nella mattinata di oggi sabato 20 giugno, il Circolo di Teramo del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea, ha organizzato un presidio in Largo San Matteo a Teramo, durante il mercato settimanale, per promuovere la campagna nazionale che il PRC-SE sta organizzando in tutta Italia.  I militanti di Rifondazione, con il Segretario cittadino Mirko De Berardinis, sono scesi in piazza nel rispetto delle norme di distanziamento e sicurezza, allestendo uno striscione con la parola d’ordine: “Per un reddito alle persone, la sanità e l’istruzione pubbliche”.

Con questa campagna s’intende sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di investire più risorse per garantire un reddito a tutte e tutti, investire nel rilancio della sanità e della scuola pubbliche e nella creazione di posti di lavoro nella necessaria riconversione ambientale dell’economia. Di fronte all’emergenza sanitaria e alla più grave crisi economica dopo la seconda guerra mondiale il governo stanzia risorse insufficienti, in grave ritardo, per milioni di persone rimaste senza reddito e senza un progetto per il futuro economico e sociale del paese che non sia una rinnovata sudditanza al mercato e ai profitti. Basta con le politiche neoliberiste: diciamo un secco no al “Piano Colao” espressione degli strali di Confindustria, banche e alta finanza!

Riteniamo insufficienti le misure annunciate dalla Commissione Europea e sbagliata la decisione del governo – condivisa dalla destra – di sostenere le grandi imprese che hanno spostato la sede legale all’estero per non pagare le tasse in Italia.  Non è vero che i soldi non ci sono!  Come Rifondazione Comunista chiediamo di tassare le grandi ricchezze, rendere il fisco equo e colpire davvero l’evasione fiscale. Battersi in Europa perchè la Bce emetta direttamente, come stanno facendo le banche centrali di tutto il mondo, le grandi risorse indispensabili perché tutti i paesi europei superino la crisi senza le gravi conseguenze economiche, sociali e occupazionali già subite dopo quella del 2008.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA

                               CIRCOLO DI TERAMO