Atri, chiusura Bar Teatro Comunale: la riflessione di Abruzzo Civico

ATRI – La notizia della chiusura del bar del Teatro desta molte riflessioni, oltre che preoccupazioni. La cessazione di un’attività è sempre un momento molto triste, perché è un’ennesima occasione mancata, soprattutto a pochissimi anni dal suo avvio. Un progetto che fallisce lascia sempre l’amaro in bocca, perché evidentemente la realtà non ha soddisfatto le aspettative o queste non ne sono state all’altezza.

Non si conoscono, per lo meno non io, le ragioni della risoluzione del contratto, pertanto non azzardo alcun giudizio di merito. Il Comune, proprietario dell’attività e il gestore avranno fatto, ciascuna per la propria parte e competenza, le proprie considerazioni.
Colpiscono, al tempo stesso, le parole del Sindaco e dell’Assessore Felicione, sbrigative e prive di spiegazioni che, considerata la natura dell’attività in questione, dovevano alla città.

Ricordo che la locazione risale al 2016 e la durata della stessa era stata fissata in anni 6, rinnovabile per altri 6. Un tempo decisamente congruo per consentire investimenti e relativi ammortamenti. Nei fatti, l’attività ha a mala pena raggiunto il triennio. Ricordo anche che sindaco e assessore erano, con deleghe diverse, nella giunta che decise i criteri e affidò all’ormai ex gestore l’attività in questione…

Sarà, forse il caso, di ripensare il bando? Progettarlo sulla base della realtà atriana, commercialmente depressa? Immaginare di offrire a qualche giovane cittadino un’opportunità lavorativa sostenibile?

Auspico che Sindaco e assessore prima di procedere alla stesura di un nuovo bando vadano a rileggersi le pagine del proprio programma di governo per ricordarsi di aver scritto, cito testualmente, che :”…è fondamentale consentire a chi abbia talento di sfruttarlo in autonomia. Sarà messo a disposizione uno spazio in cui gli interessati potranno incontrare artigiani locali (e non solo), per intraprendere il proprio percorso di apprendimento…Lo step successivo sarà offrire un sostegno a coloro che vorranno trasformare queste nuove abilità in esperienze di lavoro autonomo o d’impresa.” Non voglio infierire, quindi non credo che fossero davvero convinti di quel che scrivevano nel 2018 (d’altronde, stiamo ancora aspettando di raggiungere la famosa quota 15.000 abitanti del programma di governo del 2008!), ma, magari, possono cogliere l’occasione per dimostrare come aiutare i nostri giovani, incoraggiandoli a restare ad Atri.

Se mi è consentito, un suggerimento lo avrei. Considerato che lo Zoli comprende anche l’Istituto Professionale Alberghiero, perché non sperimentare, anche in un’ottica di alternanza scuola-lavoro, una gestione innovativa?

 

Il Consigliere Comunale di Abruzzo Civico Atri
Paolo Basilico

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