CUCINA TERAMANA ALLA RISCOSSA, SCHILLACI CRITICA IL MARCHIO RISTORANTE TIPICO D’ABRUZZO: “CAPOLUOGO SNOBBATO”

TERAMO – Cucina Teramana alla riscossa. Marcello Schillaci, noto ristoratore teramano da anni impegnato in una personale lotta contro le presunte “lobbies” del circuito enogastronomico, è tornato a denunciare l’incredibile esclusione di Teramo dalla Guida Slow Food. Questa volta oggetto del contendere è il marchio Istituito dalla Regione appena due giorni or sono, il “Ristorante Tipico d’Abruzzo“.

Presentato a Palazzo Silone, dall’assessore Lorenzo Berardinetti  è un marchio europeo istituito con legge n.1/2018 e consentirà l’identificazione in tutto il territorio dell’Unione europea dei ristoranti che utilizzando prodotti tipici locali, nonché diffondendo la tradizione enogastronomica dell’Abruzzo rendono riconoscibile ed apprezzabile la gastronomia abruzzese. L’Abruzzo, tra l’altro, è la prima regione a ricevere il riconoscimento della Comunità Europea. Fini qui tutto bello, se non fosse che, come dichiara Schillaci al un sito abruzzese “Le Virtu’ Quotidiane” “…i primi marchi sono stati regalati nonostante si fosse detto che sarebbero stati consegnati solo attraverso un severissimo esame di una commissione che deve ancora nascere. Si sono giustificati affermando che si tratta di sperimentazione – prosegue Schillaci nell’intervista – ma se si parte con il piede sbagliato che sperimentazione è? Ci sarebbe voluta prima la commissione, che desse le giuste indicazioni, che facesse una visita al ristorante e poi sarebbe dovuta iniziare la sperimentazione. Attraverso dei controlli, poi, si dovrebbe verificare se l’azienda sta agendo bene”. Per Schillaci il problema sta nel fatto che “Slow Food” e “Qualità Abruzzo“, si sarebbero già “…impadronite dell’iniziativa e continuerebbero a tenere Teramo fuori dal circuito”. Il problema del capoluogo fuori da certe guide nazionali, non deve e non può essere sottovalutato: “E’ enorme perchè colpisce tutto l’indotto, a cascata, perchè i visitatori non conoscono Teramo, non vengono in città, quindi non solo non mangiano, ma non visitano i musei e non acquistano nulla. E’ grave soprattutto che la politica non si accorga di tutto questo”. Come chiosa, aggiungiamo noi, che, taluni, ieri, si sono anche chiesti il perché nel Cooking show, evento promosso dalla Regione Abruzzo, nell’ambito dell’iniziativa Destinazione Abruzzo, Stati generali sul Turismo, non ci fosse neanche uno chef teramano…

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