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Teramo, rischio inquinamento per rete promiscua. Ruzzo scrive a Comune, a Forestale e Asl

TERAMO – Separare le acque nere da quelle bianche è obbligatorio. E’ quanto si legge nella lettera (di risposta) che la Ruzzo Reti ha inviato la scorsa settimana (esattamente il 15 novembre) al Comune di Teramo in riferimento all’invito (riproposto agli uffici tecnici) di ottemperare alla separazione della rete fognaria. Una separazione che, se non avviene, rischia di creare seri problemi di natura ambientale e igienico-sanitaria. Da qui la lettera inviata dal Ruzzo anche al Corpo Forestale Carabinieri e alla Asl di Teramo: l’area interessata è quella dei Corsi cittadini e tale missiva segue una precedente nota ed una successiva risposta del Comune. Per i dirigenti del Ruzzo, in via Carducci  si starebbe sottovalutando la problematica, rimbalzando la responsabilità verso l’Ato, l’Ente d’Ambito. Per la società acquedottistica teramana invece sarebbe il Comune ad avere la responsabilità ambientale su quanto sta accadendo. Il problema sarebbe relativo alle vie principali dei corsi, dove tuttora esisterebbe una rete promiscua. Le acque sarebbero separate solo per un tratto, quindi, mentre per il resto sarebbero mischiate tra bianche e nere: pensiamo a Corso de’ Michetti, per esempio. Altra annotazione sarebbe relativa al tratto antistante l’esercizio commerciale “Sotto Sopra”:  qui il Ruzzo smentirebbe il Comune sui presunti lavori di separazione delle acque, perché secondo una video-ispezione risulterebbe vero l’esatto opposto. Una cosa è certa: dalle parti di via Nicola Dati si continua a segnalare, da tempo, questa “anomalia” perché la commistione creerebbe problematiche ambientali e di inquinamento, con la possibile aggiunta del danno erariale. Come è già successo altrove, fanno sapere dalla società acquedottistica: in Contrada Secciola, alcuni mesi or sono, le piogge abbondanti crearno una rottura in un impianto dove c’era un fossa imhoff. Il Ruzzo addebitò il costo dei lavori al Comune, il quale, nonostante le sollecitazioni, non avrebbe ottemperato agli oneri relativi alla richiesta di intervento per la separazione delle acque.

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