Trova le differenze (o le similitudini) si potrebbe dire. In un contesto come quello attuale dove anche la lingua e i concetti che esprime sono molto fluidi, è sufficiente l’aggettivo “popolare” per definire un argomento “culturale” o una politica “populista”? Secondo wikipedia, la cultura popolare  definisce quell’insieme di tradizioni, saperi, idee, usanze, e altri aspetti magico-religiosi che rientrano nelle tendenze dominanti di una vasta comunità (mainstream), e sono caratterizzati da un determinato modello o paradigma socio-culturale, mentre secondo Treccani, per populismo si intende quella forma di prassi politica, tipica di paesi in via di rapido sviluppo dall’economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari.
Come si traducono oggi questi due concetti nei contesti attuali? La cultura pop, sdoganata da Wharol, Barthes, i Beatles, oggi si riferisce a tutto ciò che incontra il gusto, il gradimento, la diffusione e riproduzione tra le masse. Ma questo significato può definire anche il termine “populismo”. Il distinguo, eventualmente sembra riguardare solo l’accezione positiva –cultura pop, contro l’accezione negativa riservata a populismo.
Al principio fu Pippo Baudo(c’erano dubbi? No!) con il suo “nazional – popolare” a indicare le caratteristiche del fenomeno riferito principalmente al mondo dello spettacolo televisivo, quel mondo in cui il potere era appunto esercitato dall’audience, termine che andava a sostituire il più nostrano indice di gradimento. Questo perché l’audience meglio descrive il pubblico sintonizzato in quel momento su quel programma e non necessariamente il gradimento o meno dello stesso. Così come le parole trend e cool hanno sostituito nel parlare comune “va di moda” o “ fico”. Ma questo è un altro discorso. Tornando a noi, cosa lega (o divide) l’espressione Cultura Pop e Populismo cool, secondo questi criteri? A mio parere nulla o quasi se è vero che: “La sfida sui social, a colpi di post, tra Lega e M5S appassiona il Paese perchè, a livello di dinamiche e spessore culturale, è la trasposizione politica di “Uomini e Donne” (citazione ripresa da un post su face book) . E lo stesso accade se la sfida, sempre sui social, investe il campo della cosiddetta cultura pop, dove i fautori del trend e del cool e quelli più nostalgici del gusto, del bello, dell’arte si tacciano a vicenda mandandosi reciprocamente … ad acculturarsi.
Perché alla fine della fiera, nella piazza più popolosa e popolata del mondo, il web, i due fenomeni sembrano fondersi in un perenne spettacolo a disposizione di enormi masse dove il confronto diventa quasi sempre scontro (spesso anche violento anche se solo scritto) come su un ring. La piazza più democratica del pianeta, che da diritto di parola anche a “legioni di imbecilli” come sostiene Umberto Eco , di democratico ha in sostanza ben poco e di sportivo , tra i “culturisti pop” e i “populisti cool”, ancor meno.

MC