Bussi, Forum H2O: un documento del 2017 inchioda il Ministero dell’Ambiente. La Procura faccia chiarezza

PESCARA – Il Ministero dell’Ambiente e la Presidenza del Consiglio per il tramite dell’avvocato dello Stato Palatiello nel 2017 difesero a spada tratta davanti ai giudici la legittimità del bando di gara per la bonifica da 45 milioni di euro che oggi lo stesso ministero ha annullato, ritenendo peraltro infondate proprio quelle criticità che oggi il dirigente ministeriale Lo Presti sostiene essere talmente rilevanti da essere alla base del provvedimento di annullamento. A sostenerlo è il Forum H2O, che ha “riesumato” la memoria depositata nel 2017 al TAR Lazio dall’Avvocatura per conto del Ministero dell’Ambiente, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dello Sviluppo Economico e della Regione Abruzzo nell’ambito del giudizio sul ricorso che la società Toto Holding aveva presentato per l’annullamento del bando di gara che il Commissario Goio aveva indetto a dicembre 2015 per la bonifica con rimozione dei rifiuti delle discariche 2A e 2B a Bussi, ricorso poi perso dalla Toto Holding.

“Bene l’annuncio della Regione per il ricorso al TAR – si legge in una nota del Forum H2O – Nel 2017 davanti ai giudici del TAR Lazio l’Avvocatura dello Stato sosteneva la legittimità della gara per la bonifica delle discariche 2A e2B a Bussi. Riteneva infondati proprio quegli argomenti di Toto Holding che oggi il Ministero ha utilizzato per annullarla!”

Nella nota il Forum H2O ricorda quanto si legge nella memoria dell’Avvocato dello Stato Palatiello “Con un secondo profilo di censura Toto Holding s.p.a. lamenta che sarebbe mancata la caratterizzazione delle aree e che la progettazione preliminare sarebbe erronea per carenza di istruttoria. Tale ulteriore doglianza è manifestamente inammissibile perché priva di qualsivoglia riscontro istruttorio, che era onere di Toto fornire, tenuto anche conto del lungo tempo trascorso dall’indizione della gara”. Singolare intanto che oggi sia un dirigente del Ministero stesso, Lo Presti, a sposare gli stessi motivi addotti dal gruppo Toto. Inoltre è interessante notare che l’Avvocatura contestava a Toto anche la tardività nel far emergere eventuali problematiche del bando “tenuto conto del lungo tempo trascorso”. Era il 2017. Oggi, nel 2020, passati altri tre anni, a cinque dal bando di un Commissario di Governo, il Ministero dell’Ambiente, addirittura come Stazione Appaltante, annulla tutto motivando con quelle stesse problematiche ritenute infondate dall’Avvocatura.

In un secondo passaggio, la memoria dell’Avvocatura sostiene che la stessa Protezione Civile nazionale, con l’ordinanza del 2016, abbia di fatto confermato l’operato del Commissario e, quindi, il suo bando, segnala il Forum H2O. “Pertanto il Ministero dell’Ambiente, se leggiamo bene quanto affermato dall’Avv. Palatiello, ha annullato anche un’Ordinanza di Protezione Civile? Con quali poteri? Notevole”.

“Crediamo che dopo Kafka il ministero dell’Ambiente voglia superare anche Ionesco e il suo teatro dell’assurdo – continua la nota del Forum H2O –  Già immaginiamo l’Avvocatura dover difendere dai ricorsi l’atto di annullamento della gara con una giravolta a 180 gradi rispetto a quanto affermato nel 2017. È vero che nei tribunali italiani se ne vedono tante ma questa volta andrà in scena una prima assoluta. Magari i giudici apprezzeranno”.

“Alla Procura di Pescara – conclude la nota – chiediamo di far luce sulle motivazioni alla base dell’atteggiamento dei dirigenti ministeriali e sugli annunci del Ministro che un anno fa prometteva l’avvio dei lavori entro pochi giorni smentendo l’esistenza della procedura di annullamento,oggi attuata dal Ministero”.

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