Coronavirus, i positivi in Abruzzo salgono a 347. Albani: “situazione pesante, cresceranno contagi”. L’appello: “rischio di non dare assistenza a tutti, restate a casa”

PESCARA –  I numeri sull’emergenza Coronavirus sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa a Pescara, dal  referente regionale sanitario, il professor Alberto Albani, dell’Unità di crisi per l’emergenza Coronavirus.

La situazione in Abruzzo è in un’evoluzione drammatica: il numero di positivi ospedalizzati è di 347; ben 170 a Pescara. Il 64% dei pazienti ricoverati pesa sulla Asl di Pescara, ma è una situazione che ci si aspettava dai riscontri matematici. La curva ha confermato i dati previsionali.

Abbiamo aumentato il numero dei tamponi e ci aspettiamo altri casi – ha detto Albani -; per quanto riguarda i Presidi distribuiremo altre 20.000 mascherine per arrivare a circa 50.000. Quelle che mancano, perché sono irreperibili a livello internazionale, sono le FPP 3, il cui utilizzo è limitato al personale sanitario. Gli Ospedali sono stati rimodulati, ed alcuni pazienti sono stati trasferiti in strutture private, per liberare i posti letto. Altri posti sono stati liberati per le rianimazioni sporche, laddove sono trasferiti i pazienti positivi al Covid 19. Questo è stato possibile grazie alle previsioni che avevamo fatto anche con il reperimento dei ventilatori. Ci stiamo muovendo sul mercato: lunedì arriveranno 5 ventilatori a Pescara. Lo sforzo è stato massimo ma non vi nascondo la mia preoccupazione, ci sarà un momento in cui non saremo in grado di garantire assistenza a tutti i pazienti, perciò rinnovo l’invito a tutti di restare a casa.”

L’appello dunque è sempre quello, di restare a casa innanzitutto, per evitare la diffusione del contagio.

All’odierna conferenza stampa hanno partecipato il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e anche gli assessori alla Salute, Nicoletta Veri, al Lavoro, Piero Fioretti, alle Attività produttive, Mauro Febbo, il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto D’Annuntiis oltre al referente sanitario regionale per le emergenze.

 

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