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Collegamento montagna teramana, Di Bonaventura replica a D’Alonzo: “Dopo decenni di nulla meglio uno studio di fattibilità su ipotesi possibili”

TERAMO –  “E’ vero, come dice D’Alonzo, che i territori montani pagano da troppo tempo le conseguenze di una scarsa attenzione delle Istituzioni: io non c’ero, comunque, e non mi risulta che nessuno, nemmeno l’Amministrazione provinciale che ho ereditato dal centrosinistra sia partita dall’unica sosa concreta da fare: commissionare uno studio di fattibilità che metta a confronto le diverse possibili ipotesi per creare o migliorare le vie di comunicazione della montagna teramana.

Io penso, l’ho ripetuto tante volte sin dalla campagna elettorale e non si tratta affatto di una novità, che questo è un punto da mettere nell’Agenda politica a amministrativa così come lo è la Pedemontana.

La montagna teramana esce da quell’isolamento – così ben descritto da D’Alonzo – anche con una infrastruttura di collegamento che sia alternativa a quella esistente, risalente al tempo dei Romani, e che la avvicini, letteralmente, a Roma e all’Adriatico ma anche, direi al resto della provincia e all’Abruzzo.

Le ipotesi in campo, e non da ora, sono più d’una (e non si comprende perché D’Alonzo nel suo comunicato finga di ignorare la metà dell’articolo de Il Centro da cui ha tratto spunto dove molto chiaramente sono elencate tutte e due): una strada che dall’autostrada attraversa percorsi già esistenti ma inutilizzati da anni e che ha il vantaggio di rimettere in comunicazione tutti i Comuni del comprensorio teramano o una bretella di collegamento veloce che sarebbe da realizzare ex novo. Qualunque confronto però non può che partire da dati e valutazioni tecniche e la Provincia, per la prima volta, si assume l’onere di uno studio di fattibilità che fornisca a tutti, Provincia e Comuni, gli elementi sui quali ragionare. Senza uno studio su cosa ci confrontiamo?

Utopia? A me pare sana concretezza, riprendere il filo di un dibattito che spesso fonda solo sui desiderata campanilistici e personali: in ogni caso sbaglia bersaglio. Io non ho mai fatto il Sindaco di un comprensorio montano né ho mai governato in Provincia, ente cui spetta la programmazione della rete stradale. E’ nota, per tutte le battaglie condotte finora in prima persona, la mia attenzione all’ambiente e il mio rispetto per l’ecosistema: da questo di vista sono una garanzia. Nessuna utopia ma nemmeno nessuna paura a guardare oltre gli steccati nei quali, troppo spesso, ci imprigioniamo da soli”.

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