Atri, riorganizzazione San Liberatore come presidio Covid. PD: immobilismo del Sindaco e ASL assente

ATRI – “E’ antipatico affermare ‘l’avevamo detto e avvertito’, ma è così! Da giorni se ne parla, è stato paventato, ma non abbiamo avuto risposte. Il ‘regalo’ per l’impegno del nostro Ospedale, oggi lo rimandiamo al mittente. Per risolvere i problemi dell’Ospedale abbiamo proposto una politica sanitaria unitaria, ci siamo battuti per affermarla, ma nessuno in questi mesi, ha lavorato per la sua realizzazione”. Torna sulla questione del San Liberatore e sulla sua riorganizzazione in vista della seconda ondata Covid, il Circolo Pd di Atri.

“Nei mesi trascorsi bisognava impegnarsi per la preparazione di un Presidio Covid nella struttura edilizia esistente (vecchio Ospedale), con tutte le attrezzature e l’autonomia necessaria – si legge in una nota – Avremmo così permesso la continuità della normale attività ospedaliera nell’altro corpo di fabbrica senza alcuna contaminazione e nella massima sicurezza. Siamo convinti che un presidio Covid oggi e domani chissà, necessario per future emergenze ed anche per le riabilitazioni dei pazienti già trattati, era ed è la soluzione più adeguata. Per realizzare tutto ciò occorrerebbe una intelligente gestione da parte della ASL teramana. Quest’ultima invece, in tutt’altre faccende affaccendata, ha nel frattempo speso le risorse per la seconda ondata in altre cose, più in là vedremo quali”.

“Purtroppo abbiamo un Sindaco nel pallone – continua la nota Pd – che getta cortine fumogene e allarmi vari per far dimenticare il suo immobilismo, scatenando all’occorrenza i soliti vecchi arnesi pregni di populismo stantio e indigeribile. Non con proclami e messaggi si ottengono risultati politici, ma costruendo progetti, unità e lavorando alacremente e intelligentemente. Sindaco, riprendi la rotta e ci saremo!”

“Resta lo sconforto per una dirigenza sanitaria teramana non all’altezza, che lavora distaccata dal territorio e dalle sue esigenze e che tiene conto soltanto di una cieca politica di parte. Di tutto ciò vi chiederemo conto! Per quel che ci riguarda, lavoreremo per il progetto approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale e non accetteremo supinamente una decisione della ASL che metterebbe in ginocchio il nostro Ospedale”.

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