Case Popolari, la nuova legge regionale non piace all’Unione Inquilini: lettera al Premier Conte

Dopo l’approvazione, tra mille polemiche, della nuova legge sull’edilizia popolare, che disciplina l’accesso agli alloggi inserendo norme più restrittive si alza il livello dello scontro. L’Unione Inquilini  in una nota inviata alla stampa rileva “criticità e possibili elementi di incostituzionalità” e ha inviato una lettera al  Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, e al ministro delle Infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli.

” Oggi abbiamo inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli affari regionali, e alla Ministra delle infrastrutture e trasporti, con la quale chiediamo una attenta valutazione della legge regionale approvata dal Consiglio regionale dell’Abruzzo, ieri 15 ottobre, che a nostro dire presenta profili di incostituzionalità molto evidenti che ledono i diritti sociali delle persone.

In particolare la nuova legge regionale amplia la categoria dei reati, ricomprendendo tra le condanne definitive anche i reati di vilipendio (vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate, vilipendio alla nazione italiana, vilipendio  o danneggiamento alla bandiera o ad altro emblema dello Stato), tutti i reati contro la PA (dal peculato alla corruzione, passando per concussione e violenza o minaccia a pubblico ufficiale), contro l’amministrazione della giustizia (es. reati di favoreggiamento e falsa testimonianza), contro l’ordine pubblico, contro il patrimonio, fino ad arrivare ai delitti contro la persona (maltrattamenti in famiglia, lesioni, omicidio, ecc.).

Questo significa che anche chi magari in una manifestazione sotto la sede regionale, spinto da rabbia per la propria condizione viene denunciato per vilipendio dell’istituzione o per motivi di ordine pubblico, e fosse condannato non potrebbe nè e nemmeno tutto il suo nucleo famigliare  partecipare ai bandi

In uno stato di diritto chi compie reati deve essere giudicato e eventualmente condannato ad espiare la pena ma questo non comporta che tutto il suo nucleo famigliare perde l’accesso ai diritti sociali e neanche il condannato perde i diritti sociali.

In questo modo si stravolge lo Stato di diritto e si ledono principi fondamentali sanciti dalla Costituzione.  La Regione Abruzzo in questo modo sancirebbe una condanna ad escludendum che è semplicemente inammissibile.

Altro elemento che abbiamo sottolineato riguarda la previsione per quanto riguarda i cittadini stranieri di non consentire più la autocertificazione su eventuali proprietà all’estero, bensì occorrerà presentare una certificazione, rilasciata secondo i criteri previsti ai sensi dall’articolo 2 del Dpr 394/1999.

Tale questione è stata sollevata anche in riferimento al reddito di cittadinanza tanto che la legge ha previsto che il Ministero del lavoro e il Ministero degli esteri entro il 18 luglio emanassero il decreto con l’elenco dei Paesi extra UE nei quali è impossibile avere o ricevere la documentazione relativa alla impossidenza in quanto banalmente ci sono Paesi extra europei che non hanno neanche il Catasto immobiliare. Tale decreto purtroppo al momento in cui scriviamo non è stato ancora emanato nonostante il termine sia scaduto lo scorso 18 luglio 2019 e ci auguriamo che questo avvenga presto perché aiuterebbe ad affrontare tale problematica che non riguarda solo l’Abruzzo e neanche il solo reddito di cittadinanza.

La Regione Abruzzo con la legge approvata il 15 ottobre 2019 conquista la palma di regione più retriva che ha abrogato in un sol colpo lo stato di diritto conquistando la palma di regione più retriva in Italia. Questo i cittadini abruzzesi non se lo meritano.

in allegato il testo della lettera inviata al Governo con la richiesta di eccepire la incostituzionalità della nuova legge regionale dell’Abruzzo in materia di edilizia residenziale pubblica

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