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Gli assassini siamo noi: la strage silenziosa di cui a nessuno (finchè non è coinvolto) importa

In Italia ci sono circa 39 milioni di persone abilitate a portare un’arma, e sono in circolazione 62 armi letali ogni 100 abitanti.

Non parliamo di pistole o fucili, ma di autoveicoli; nel nostro Paese circolano 37 milioni di automobili, oltre a mezzi pesanti e moto, tutti potenzialmente letali, se non usati nelle condizioni giuste e in modo corretto.
Le statistiche parlano chiaro: in Italia ci sono quasi 175.000 incidenti stradali l’anno, con 3.400 morti circa e 100 mila casi di invalidità permanenti, di cui 20 mila gravi (tetraplegie, paraplegie, perdita di arti).  Dati pesanti, non solo numericamente, ma anche, e soprattutto, a livello umano e, cosa non secondaria, con costi sociali enormi (risarcimenti danni, costi sanitari, mancata produttività, ecc.), che ricadono su tutta la collettività. Tra l’altro la prima causa di morte tra i bambini e i ragazzi è proprio l’incidentalità stradale!!! Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità gli incidenti stradali sono la nona causa di morte nel mondo fra gli adulti, la prima fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni e la seconda per i ragazzi dai 10 ai 14 e dai 20 ai 24 anni. Si stima, inoltre, che senza adeguate contromisure, entro il 2020 rappresenteranno la terza causa globale di morte e disabilità.
Purtroppo, le cronache di questi giorni lo confermano… drammaticamente!!! 
Una guerra quotidiana che, giornalmente, provoca sulle nostre strade morti e feriti, vittime che, molto spesso, non sono causate da “incidenti”, ma sono frutto di una precisa scelta di chi conduce il veicolo.
Lo sottolinea anche la campagna di sicurezza 2019 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: adottare un comportamento poco prudente, o addirittura criminale, al volante, è una precisa scelta, e le sue conseguenze sono il frutto di questa scelta.
Se investi un pedone, un ciclista, o un’altro veicolo, e provochi morti e feriti, a causa di una condotta di guida non corretta, o perchè hai assunto sostante alteranti, SEI UN ASSASSINO!!! Potrai autoconvicerti che non è così, ma è la realtà.
E se anche la società tende a giustificare, sempre e comunque, il guidatore (spesso anche i mezzi di informazione parlano di “auto assassina”, “strada impazzita”, ecc., spersonalizzando l’evento, dimenticando che, al volante, c’è una persona, con le sue responsabilità), il fatto di aver usato un’arma potenzialmente letale in modo improprio, e di aver bruciato una vita, rimane.
Tra le cause principali di incidente, le statistiche ufficiali mettono al primo posto la distrazione (spesso per l’uso di telefonini e tablet), seguita dal mancato rispetto delle regole di segnaletica (semaforo e precedenza) e velocità. Queste, unite ad uso di alcool e stupefacenti, proocano un incidente su tre. Ma una delle concause maggiori, non riportate nelle statistiche, è l’ IMBECILLITA’, quello stato d’animo, spesso permanente e, ahimè, congenito, ma anche acquisibile dopo anni di allenamento, che porta il soggetto a credersi al di sopra della legge e superiore a qualsiasi altro individuo, senza nessun rispetto per l’incolumità propria e altrui.
Quindi, le domande da farsi prima di mettersi al volante sono: SONO IN GRADO, OGGI, DI NON UCCIDERE NESSUNO? MI RENDO CONTO DELL’ENORME RESPONSABILITA’ CHE MI ASSUMO GUIDANDO QUEST’AUTO? CAPISCO CHE METTO IN GIOCO LA MIA VITA E QUELLA DEGLI ALTRI?
Se pensate che stia esagerando e che la cosa non riguardi voi, probabilmente, non siete in grado di rispondere positivamente a nessuna di queste, e dovrebbero bruciarvi patente e auto, oltre a prendervi a calci del sedere vita natural durante.
Ricordatevelo, quando vi mettete al volante: avete il dito su un grilletto e la vita di molti, compresa la vostra, dipende da voi. E ricordatevelo anche quando, presi dal caldo, dalla fretta, dal vostro ego e dalle vostre frustazioni, a bordo della vostra comoda vetturetta, coltivate odio feroce verso ciclisti, pedoni, altri automobilisti, rei di intralciare la vostra corsa verso mete da raggiungere nel minor tempo possibile (magari per guadagnare cinque minuti che poi perderete, tranquillamente, cazzeggiando sul telefonino). Quelli che incontrate sulla strada potrebbero essere i vostri figli, i vostri genitori, i vostri amici… e spegnere una vita, per quanto menefreghisti e cinici possiate essere, non è una cosa si può dimenticare con la scusa “è stato un incidente”.

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