Clima, natura in tilt ed arrivano fave ed asparagi: raccolti sconvolti

ROMA – Sui banchi arrivano con oltre un mese di anticipo le primizie per effetto di un inverno anomalo segnato da temperature bollenti che hanno mandato in tilt le colture lungo tutta la Penisola con la raccolta delle fave nel Lazio in netto anticipo rispetto al tradizionale appuntamento del primo maggio, ma anche delle fragole in Puglia e dei primi asparagi in Veneto.

E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sui mercati degli agricoltori di Campagna Amica sugli effetti concreti dei cambiamenti climatici.  “Il caldo anomalo – sottolinea la Coldirettiha stravolto completamente i normali cicli colturali e di conseguenza anche
le offerte stagionali presenti su scaffali e bancarelle in questo periodo dell’anno. Per non cadere nell’inganno del falso Made in Italy è importante tuttavia verificare sempre l’origine nazionale in etichetta che – precisa la Coldiretti – è obbligatoria per la frutta e verdura e privilegiare gli acquisti direttamente dagli agricoltori nelle aziende o nei mercati di campagna Amica dove i prodotti sono anche più freschi e durano di più“. Se nei banchi del mercato di Campagna Amica di Roma gli agricoltori offrono anche agretti, carciofi romaneschi, erbe spontanee come il papavero e fave che sono presenti anche in Puglia insieme alle fragole che hanno accelerato di alcune settimane e sono pronte al consumo, in Veneto ci sono addirittura già le chiocciole risvegliate prima dal letargo. “La natura è in tilt e a macchia di leopardo, lungo la Penisola – riferisce la Coldiretti – si sono verificate fioriture anticipate delle mimose in Liguria, dei mandorli in Sicilia e Sardegna, dove inizia a sbocciare anche qualche pianta da frutto. In Abruzzo sono in fase di risveglio, con un anticipo di circa un mese, gli alberi di susine e pesche mentre gli albicocchi in Emilia e in Puglia hanno già le gemme che si stanno addirittura aprendo nei noccioleti del Piemonte“.  Un clima pazzo, conclude Coldiretti, che non aiuta certamente la programmazione colturale in campagna ma espone le piante anche al rischio di gelate nel caso di brusco abbassamento delle temperature con conseguente perdita delle produzioni e del lavoro di un intero anno – ANSA –

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