Rigopiano, primi aiuti di Stato ai parenti delle vittime per 6 milioni

PESCARA  – Sono stati versati nei mesi scorsi i primi ‘ristori’ per gli eredi delle vittime della tragedia di Rigopiano: erano stati annunciati nel gennaio del 2019 dall’allora Ministro degli Interni Matteo Salvini e in poco meno di due anni i primi aiuti sono arrivati ai parenti delle 29  vittime del resort di Farindola, quando una valanga staccatasi dalla montagna travolse l’hotel e uccise 29 persone. Era il 18 gennaio 2017.
E’ solo una tranche dei 10 milioni previsti, elargiti attraverso un bando come aiuto, e non come sorta di risarcimento, sulla base di un protocollo che fu ideato per la strage del treno Corato-Andria nel 2016, quando nell’incidente  ferroviario perirono 23 persone. Una gabbia che ha tenuto conto di parametri che fin qui hanno permesso di assegnare 6 mln: lo ha deciso una commissione fatta dei sindaci dei Comuni delle vittime con i funzionari del Viminale. La restante cifra verrà versata successivamente ed è allo studio se al fondo possono accedere anche i superstiti.
Al momento per ogni vittima è stata stabilita una cifra intorno ai 200 mila euro: anche la restante cifra complessiva verrà assegnata con un bando. Non sono ancora stati stabiliti né i ristori Inail per i lavoratori morti sul lavoro, né le altre posizioni parentali.
La partita dei ristori, e cioè del destino civile della vicenda, segue una strada parallela rispetto al penale. Il processo riprenderà il prossimo 5 marzo a Pescara, e dopo la deposizione delle trascrizioni del cosiddetto depistaggio, ormai inserito nel fascicolo principale, inizierà la vera parte dibattimentale. Il processo a quel punto entrerà nella parte viva, dopo le velenose e archiviate vicende delle denunce dell’ex capo della Mobile Muriana contro i carabinieri forestali autori delle indagini, finite in una bolla di sapone. Il nulla di fatto delle denunce rafforza le indagini che vedono a questo punto 30 iscritti sul registro, per sette reati che vanno da disastro colposo, lesioni plurime colpose, omicidio plurimo colposo, falso ideologico, abuso edilizio, fino all’omissione d’atti d’ufficio e all’abuso in atti d’ufficio. A questi si aggiungono altri vari reati ambientali.
Il Tribunale per il Riesame lo scorso 15 dicembre ha annullato il sequestro conservativo degli emolumenti per l’ex prefetto Provolo e i funzionari regionali Belmaggio e Visca: il Gup Sarandrea, non ha integralmente motivato la richiesta. Ma l’istanza verrà ripresentata. Secondo molti legali già dal 5 marzo più imputati potranno chiedere il rito abbreviato. La previsione deriverebbe dalla posizione in parte ‘minore’ di
alcuni imputati, specie per quelle figure che hanno incarichi dirigenziali di medio basso profilo chiamati in causa per questioni di tipo ‘normativo’ o burocratico – di Luca Prosperi – ANSA –

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