La politica del nuovo tra gli spettri del passato

Non è un gran momento per Gianguido D’Alberto, alle prese con i “vizi” della politica di sempre, che lui sognava ed ancora sogna di sconfiggere. Apprezzabile la pulizia mentale del primo cittadino di Teramo, che deve crederci fino in fondo senza cedere, se ce la farà, a modi di fare o di agire che non gli appartengono.

Vedremo se riuscirà nell’intento, per molti un’impresa quasi improba se aggiungiamo anche il lassismo di qualche fedelissimo che resta semplicemente alla finestra, senza prendere posizione. E’ un Sindaco solo, oggi, Gianguido D’Alberto.

Come se non bastasse, in questa fase si sono registrati anche dei distinguo (ed almeno un incontro con il Presidente del Teramo Calcio) che hanno riportato in auge, ma non è il solo problema da risolvere, la non facile convivenza tra la politica e lo sport, ancora più irta di difficoltà se a fare calcio è un imprenditore che ha sempre ricordato d’agire, aggiungo giustamente, con quella matrice.

Per molti è stata una sorpresa non positiva l’apprendere che, il “passaggio di consegne” per la gestione dello stadio Gaetano Bonolis (fino al 2038), non abbia ancora scritto la parola fine. Sperando che ciò avvenga prestissimo, mi chiedo se, tra almeno 11 anni di governo dell’attuale proprietà del club (è un auspicio minimo), il Teramo Calcio di un’ipotetica, diversa proprietà, dovrà trattare nuovamente un canone di locazione imposto dal gestore o se, al contrario, alla ratifica delle imminenti ed auspicate intese, si prevederà che il Teramo Calcio potrà usufruire di quell’impianto facendosi carico, magari, dei soli costi delle utenze, o poco di più.

Così non fosse. si ripeterebbe un errore già commesso nel 2008.

Walter Cori

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