NATALE TERAMANO: SI INAUGURA IL BOSCO INCANTATO. MARTEDI’ IL PRESEPE MONUMENTALE CON TESTIMONIAL DONATELLA DI PIETRANTONIO E FAUSTO CHENG

TERAMO- Proseguono le iniziative del Natale Teramano. Domani pomeriggio, alle ore 18:30 lungo Viale Mazzini  sarà inaugurato il Bosco Incantato. Poi la prossima settimana altri appuntamenti imperdibili come il Presepe Monumentale dell’Istituto “Grue” di Castelli, che avrà  due testimoni d’eccezione: il racconto dell’opera e della mostra che sarà inaugurata martedì 18 dicembre alle ore 18 nella Sala Ipogea di Piazza Garibaldi a Teramo, è affidata alla voce della scrittrice Donatella Di Pietrantonio, l’autrice de L’Arminuta e all’artista Fausto Cheng nativo di Castelli e ex studente dell’istituto d’arte. Due camei per una circostanza unica visto che l’opera non è mai stata esposta in Abruzzo (a parte Castelli naturalmente). L’intervista a Cheng è stata realizzata dalla Fondazione dell’Università di Teramo con l’intervento della docente Raffaella Morselli, le musiche di Paolo Di Sabatino cura di Paola Besutti e Paolo Coen. Il video della Di Pietrantonio è curato da Pietro Costantini.

Il Presepe è un complesso scultoreo di 54 statue, opera corale realizzata nell’arco di dieci anni (1965-1975) da docenti e allievi dell’Istituto d’Arte “F.A.Grue” di Castelli (oggi Liceo Artistico per il Design). Artefici ispiratori furono Serafino Mattucci, allora direttore e animatore dell’Istituto, e i professori Gianfranco Trucchia e Roberto Bentini. Il Presepe fu esposto la prima volta a Castelli, sul sagrato della Chiesa Madre, nel dicembre del 1965. Nel Natale del 1970 fu esposto a Roma (Mercati di Traiano) e qualche anno dopo a Gerusalemme, Betlemme e Tel Aviv.

Dal 19 dicembre, per la Festa di San Berardo, al Duomo e nei locali della Caritas a fianco della Cattedrale, saranno invece esposti oltre 400 manufatti degli alunni delle scuole primarie teramane (coordinate dall’Ufficio scolastico provinciale) che hanno ripercorso la storia della città e dei luoghi ricomponendo, da un punto di visto culturale e pastorale, la figura del Santo Patrono.
Per la mostra “Sulle tracce di San Berardo” i bambini, supportati da un corpo docente che ha aderito con impegno ed entusiasmo al progetto, hanno preparato lavori “straordinari” realizzati utilizzando numerosi linguaggi: da quelli tradizionalmente artistici a quelli digitali e multimediali. Ci sono decine di “letterine a San Berardo”: i bambini non chiedono giocattoli ma doni per la loro città, una città che vorrebbero bella, pulita, inclusiva e illuminata tutto l’anno; e poi video, racconti collazionati come piccoli libri; fotografie.

 

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