NERETO – Il sindaco di Nereto Daniele Laurenzi fa il punto della situazione Covid-19 sul proprio territorio comunale e chiede di iniziare a programmare la ripartenza, una volta che sarà terminata l’emergenza. “Nel nostro Comune, al momento, tre persone restano in isolamento domiciliare di cui un positivo Covid in via di guarigione e due in attesa esito tampone, inoltre due persone sono a tutt’oggi ricoverate in ospedale. Questi dati trasmessi dalla Asl palesano che sul nostro territorio abbiamo contenuto il virus grazie ai nostri comportamenti individuali responsabili. Continuiamo a farlo”, scrive il primo cittadino in una nota sulla propria bacheca FB.

Un avviso anche riguardo alle mascherine, di cui è stata fatta distribuzione. “Chi non avesse rinvenuto le mascherine nella cassetta postale può telefonare al numero del COC 3486723196 in modo che verrà stilato un elenco per la consegna”, dice il sindaco, “Le mascherine donate da imprenditori sono quasi terminate pertanto l’amministrazione comunale sta valutando l’acquisto di mascherine di cotone lavabili, sterilizzabili e riutilizzabili, da consegnare alla Cittadinanza. Nel breve e quando verrano meno le misure di contenimento del virus e la limitazione della libertà personale, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico se non si potrà rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro, sarà buona norma utilizzare la mascherina, al fine di ridurre il rischio di trasmissione di agenti virali”.

Quanto alla ripartenza, Laurenzi sottolinea: “Abbiamo rinunciato ai diritti teoricamente irrinunciabili, e ciò è stato fatto per dovere di solidarietà, e vista l’emergenza sanitaria. Mi auguro che il Governo programmi in queste settimane la riapertura del paese, naturalmente con tutte le precauzioni e con tutti gli accorgimenti sanitari necessari, non solo in termini di distanziamento sociale, perché è chiaro che occorrono esami sierologici come scrematura iniziale a vasta scala e contestualmente più tamponi per individuare i contagiati e distinguerli dalle persone sane evitando così nuovi focolai soprattutto in determinati contesti sociali e in determinate Regioni”.

Il sindaco precisa di non aver voluto adottare provvedimenti più restrittivi di quelli predisposti dal Governo, ma adesso bisogna iniziare a pensare alla ripartenza. “Fin dall’inizio sono stato uno dei primi nell’anticipare la serrata nazionale, con la chiusura degli uffici comunali al pubblico e altri provvedimenti come purtroppo la sospensione del mercato settimanale, ho sempre detto però che i provvedimenti devono essere calati sui territori con proporzionalità e adeguatezza per questo non ho firmato ordinanze più restrittive dei decreti governativi”, scrive Laurenzi, “Ora però è il momento di programmare seriamente la riapertura perché con il virus ci dovremo convivere. Meno dibattiti, bollettini e talk show, meno risse politiche, più coordinamento anche da parte dei comitati scientifici, virologi e tuttologi, che hanno idee e previsioni spesso contrastanti tra loro e che così aumentano la confusione e la preoccupazione della popolazione. Altrimenti il rimedio rischia di essere peggio del male”.

Il primo cittadino aggiunge che “…La gran parte dei pazienti Covid, puó essere curata a domicilio seguendo protocolli e terapia e potenziando la medicina territoriale, particolari precauzioni dovranno essere prese riguardo le categorie di persone con altre patologie già in atto e ribadisco l’informazione, a tutti i livelli, dovrà essere completamente rivista. Inoltre è rassicurante la notizia che la Regione Abruzzo si doterà di un unico ospedale Covid che segnerà una svolta nella lotta al Coronavirus perché impedirà, negli ospedali ordinari, il rischio di contagio tra pazienti affetti da altre patologie e pazienti positivi al virus”.

Da qui la riflessione in chiusura sui metodi finora adottati che presto andranno ridimensionati, per consentire la ripresa economica, non appena l’emergenza sarà passata. “Mi auguro da qui a qualche settimana di non vedere più le scene ridicole di mandare le forze dell’ordine a cercare podisti solitari nei sentieri collinari di campagna o di montagna perché è una semplificazione ridurre a questo il problema, perchè è falso pensare che questi siano gli irresponsabili untori”, dice il sindaco, “Non è questa la verità, la verità è che occorreva chiudere tutto molto prima e potenziare, organizzare e supportare di più la Sanità (meno la Protezione Civile in quanto l’emergenza è sanitaria) con provvedimenti urgenti. È stato senz’altro un evento senza precedenti nella nostra storia repubblicana. Ma tutti i metodi fin qui adottati andranno di gran lunga ridimensionati, nel caso contrario la congiuntura economica e sociale sarà irreversibile”.