TERAMO – Sono mesi che denunciamo l’incredibile situazione patita dal calcio della nostra città che, pur vantando un impianto invidiato da tantissimi, è costretto a dover emigrare per allenarsi e per poter giocare in campionato; l’ultima volta è stato lunedì scorso, in occasione del settimanale NON E’ Supergol.

Durante la trasmissione evidenziammo il fatto che lo “Stadio Bonolis” sarà uno dei due grandi temi della prossima ed oramai imminente competizione politico-amministrativa (l’altro è il “Nuovo Ospedale” sì o no – ndr -).

Oggi apprendiamo che Gianguido D’Alberto abbia finalmente deciso di non essere più o meno vago su tale problematica e che intenda restituire il “Gaetano Bonolis” alla città del calcio. Lo farebbe incontrando quanto prima l’attuale governance per provare a mettere in campo ogni azione atta ad individuare la soluzione: basterà?

Se fosse propedeutica a “volturare” successivamente la gestione a terzo soggetto, trovando un’intesa con Franco Iachini, la strada resterebbe difficile ma percorribilissima, anche perché l’attuale gestore non ha mai nascosto la volontà d’essere disponibile, a determinate condizioni, in tale prospettiva.

Certo è che con il passare dei mesi e con l’isolamento più assoluto dell’impianto, crediamo che qualche riflessione in più l’abbia fatta anche il presidente della ex squadra di calcio della nostra città, magari acquisendo elementi nuovi e tali da assumere una posizione meno intransigente di ieri.

Fin qui siamo nel campo delle volontà di una parte della politica e della speranza di una città; non basta per chiudere il cerchio ma bisogna provarci, anche mettendo sul piatto della bilancia una eventuale volontà terza, pronta a fare corpo unico con il Città di Teramo. Ricordate la Verdebosco Srl? Nacque tra i soci Sabatino Cantagalli imprenditore e Teramo Calcio S.p.A. del presidente Romy Malavolta (lasciamo da parte un successivo passaggio, causa di tutti i mali – ndr -). Come agevolare lo sviluppo di tale speranza?

La politica, tutta, deve alzare il tiro, anche attraverso due proposte diverse e distinte, nella consapevolezza che una forma di cooperazione sarebbe impossibile: ad oggi, infatti, il centro destra teramano era ed è rimasto alla finestra, immobile ed anche pronto, in una circostanza, a fungere da censore…