ROSETO, ULTIMO APPUNTAMENTO CON IL PREMIO BORSELLINO: AL “MORETTI” LA SCRITTRICE DONATELLA DI PIETRANTONIO

ROSETO – Dopo un anno ricco di più di 50 appuntamenti, Martedi 18 dicembre alle ore 10:30 ultimo appuntamento per il 2018 con il Premio Borsellino tutto l’anno. Nell’Istituto “Moretti” La scrittrice Donatella Di Pietrantonio presenterà agli studenti il suo libro “L’arminuta” con il quale la scrittrice abruzzese ha vinto il Premio Campiello 2017. Dialogheranno con la scrittrice Sabrina del Gaone (dirigente dell’Istituto Moretti), Filippo Lucci (Presidente nazionale dei Core.com) e Luca Maggitti (giornalista).
Donatella Di Pietrantonio ha debuttato con Mia madre è un fiume (Elliot, 2011) e nel 2014 è tornata con Bella mia, con cui ha preso parte al premio Strega. Se già la critica aveva apprezzato i suoi primi due libri, è stato con il terzo, L’arminuta, che ha anche segnato il passaggio a Einaudi, che ha raggiunto un numero sorprendente di lettori.
L’arminuta (la ritornata) è una ragazzina di tredici anni che da un giorno all’altro scopre di non essere la figlia delle persone con cui è cresciuta e si trova restituita alla sua vera famiglia. Una storia estrema che coinvolge uno dei temi più affrontati nei suoi romanzi, la famiglia e la maternità, un tema universale e antico, inesauribile. Donatella Di Pietrantonio lo guarda nelle sue pieghe nascoste, nelle parti in ombra, nelle anomalie. All’opposto dell’amore e del contenimento la relazione madre-figlio può sfociare nell’abbandono, nel rifiuto, nella rinuncia. Così è da sempre, troviamo esempi nella mitologia e nelle fiabe, basti pensare a Medea, Pollicino, Hansel e Gretel. L’Arminuta, dopo la restituzione alla famiglia biologica, quindi dopo un doppio abbandono, dice di essere orfana di due madri viventi.
Un evento culturale importante per gli studenti, ma anche di grande attualità vista la crisi della famiglia che vivono questi tempi. Ci sarà modo e tempo per riflettere con la scrittrice su come occuparsi di relazioni umane. E le relazioni umane più delicate e più importanti sono quelle che riguardano i minori, il concetto di ‘fattore famiglia’ che può essere applicato gradualmente, anche come importante segnale culturale.

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