Pineto, c’è ancora discriminazione sul lavoro tra uomini e donne: la Cpo ha presentato dati preoccupanti

PINETO – Si è tenuto ieri a Pineto, nella Sala Corneli di Villa Filiani, il convegno “Conosciamo chi lavora”, organizzato dalla locale Commissione per le Pari Opportunità in collaborazione con il Comune di Pineto.

Dopo i saluti della Presidente della Commissione per le Pari Opportunità Cristina Marcone, le consigliere della CPO Ortenzia Matalucci e Anna D’Amario hanno presentato lo studio illustrando  i dati emersi a seguito della somministrazione di un questionario specifico per monitorare la situazione del lavoro femminile (e non solo) sul territorio di Pineto. Il progetto è iniziato con la preparazione di un format che è stato distribuito alle aziende locali e che è stato fatto compilare in forma strettamente anonima a circa 800 dipendenti (donne e uomini), su argomenti vari che spaziavano dalla famiglia agli orari, dal livello di istruzione alla tipologia di spostamenti per raggiungere il luogo di lavoro. I questionari riconsegnati sono stati caricati su tabulati e i dati dedotti comparati tra loro in modo da delineare un profilo più calzante alla realtà territoriale.

Ad analizzare  i risultati, alla presenza del Sindaco Robert Verrocchio, dell’Assessora Daniela Mariani e del Presidente del Consiglio Comunale Ernesto Iezzi,  sono intervenuti due esperti: la Prof.ssa Rocchina Staiano (Avvocata giuslavorista e docente dell’Università di Teramo) e il Prof. Giancarlo Prosperi (Sociologo e docente dell’Istituto Comprensivo Statale di Notaresco). Ha moderato l’incontro la giornalista e consigliera della Cpo Edda Migliori.

“La battaglia verso la parità di opportunità nel mondo del lavoro è iniziata con la l. 903/1977! Dai dati eurostar vi è difficoltà lavorativa delle donne nella fascia di età tra i 25-49, la disoccupazione aumenta man mano che le donne hanno figli! Da qui si deduce che la situazione del lavoro femminile italiana sia fortemente connessa a quella familiare! – ha dichiarato la prof.ssa Rocchina StaianoLo Stato ha messo in campo alcuni strumenti ad esempio congedo di paternità (che con direttiva europea approvata da pochi giorni passa nel 2022 da 4 giorni obbligatori a 10 giorni), art. 23 d.lgs. 80/2015 che prevede sgravi per i datori privati che utilizzino il telelavoro, la l. 87/2017 che disciplina il lavoro agile nei settori privati e pubblici ed infine bisognerebbe migliorare il congedo parentale”.

“I dati analizzati fanno emergere una situazione non esaltante – ha spiegato il prof. Giancarlo Prosperi  La distribuzione di uomini e donne nel mondo del lavoro è molto disomogenea, sia in senso orizzontale che verticale, senza considerare gli aspetti sociologici o le implicazioni di natura etico-politica sottolineato che le discriminazioni di genere sono soprattutto dannose per l’economia perché riducono l’efficienza del sistema e le sue prospettive di sviluppo”.

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