PESCARA – Un pacchetto di misure destinate a rilanciare le sorti dell’artigianato e della micro impresa abruzzese. E’ contenuto nel documento che la Cna Abruzzo ha inviato ai candidati alla presidenza della Regione Abruzzo in vista delle elezioni del 10 febbraio prossimo, invitandoli ad esprimere il proprio punto di vista nel corso di un confronto in via di programmazione per le prossime settimane. Ai candidati, la Cna chiede di «mettere al centro delle loro politiche di sviluppo una rinnovata attenzione alla crescita della micro e piccola impresa e favorirne i processi di innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione, in considerazione del fatto che questo comparto rappresenta il 98% di tutto il sistema produttivo abruzzese, dando lavoro a circa il 70% degli occupati e producendo una percentuale di Pil vicina al 50%».
La confederazione artigiana presieduta da Savino Saraceni non rinuncia ad intervenire anche su temi di carattere più generale, al centro del dibattito pre-elettorale: rilancio delle aree interne; ricostruzione post-sisma; sostegno alle aree di crisi industriale; sviluppo delle infrastrutture (dalla viabilità alle reti telematiche); assetto istituzionale (Nuova Pescara e L’Aquila Capoluogo); turismo; politiche energetiche; gestione del ciclo dell’acqua e dei rifiuti.
Quanto al “cuore” della proposta, ovvero le politiche a favore dell’artigianato e della micro impresa, la Cna ha presentato ai quattro candidati alle presidenza della Regione una serie di misure (sono undici, per l’esattezza) che potrebbero rilanciarne le sorti malferme: accesso al credito attraverso il potenziamento dei fondi rischi e patrimoniali dei confidi; finanziamenti per l’abbattimento degli interessi sulle operazioni garantite dagli stessi confidi; rifinanziamento del fondo di garanzia di riassicurazione regionale; sostegno alle misure per la trasmissione d’impresa; sviluppo della formazione; aiuto alle start-up; rifinanziamento dell’apprendistato professionalizzante; rilancio della bottega-scuola; finanziamento dell’artigianato digitale; rilancio dei Centri di assistenza tecnica; valorizzazione dell’artigianato artistico.

 

IL QUADRO GENERALE DI CNA

Il contesto economico in cui si svolgeranno le prossime elezioni regionali vede l’Abruzzo delle im- prese marciare a due velocitaà, con la grande e media che manifesta uno stato di salute buono e la micro e piccola che arranca.
Il 2018 si eà chiuso con gli indicatori principali su occupazione e concessione del credito negativi. Il saldo sulle imprese eà positivo, ma rimane drammatica la situazione del nostro comparto, l’artigianato, che tra il 2012 e il 30 settembre 2018 ha perso ben 4.890 imprese e 11mila addetti. L’export mostra una crescita di poco superiore alla media Italia (+3.6% contro +3,1%) ma a fare la differen- za eà il settore dell’automotive (+ 8% contro +2,2% dell’Italia) mentre decrescono gli altri prodotti (- 0,6% contro +3,2 dell’Italia).

I programmi dei candidati presidenti e delle liste collegate dovranno mettere al centro delle loro politiche di sviluppo una rinnovata attenzione alla crescita della micro e piccola impresa favoren- done i processi di innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione. D’altronde, le aziende di queste dimensioni rappresentano il 98% di tutte le imprese abruzzesi, danno lavoro a quasi il 70% degli occupati, producono una percentuale di Pil vicina al 50%.

Cioà premesso, gli obiettivi di fondo su cui puntare nella prossima legislatura per ridare slancio al sistema Abruzzo devono essere legati a un rinnovato protagonismo della Regione, in cui siano prioritari una sua riforma radicale e l’attivazione di meccanismi che consentano di spendere bene e rapidamente le rilevanti risorse finanziarie a disposizione, come ad esempio Masterplan e Fondi comunitari.

Imprescindibile eà la riduzione, fino all’eliminazione, delle addizionali regionali Irpef e Irap e la diminuzione delle imposte comunali che pesano come macigni sulle imprese. Bisogna introdurre la fiscalitaà di vantaggio per chi investe e crea ricchezza e occupazione, in una regione che gli studi

della nostra confederazione hanno mostrato essere tra le piuà onerose quanto a pressione fiscale sulle imprese.
Al secondo punto va indicata la semplificazione amministrativa, che oggi resta un miraggio: vanno assunte come centrali le esigenze di cittadini e imprese, rovesciando un funzionamento della macchina burocratica modellata quasi esclusivamente sulle esigenze del personale e sul principio “non faccio, cosìà non sbaglio”.

I TEMI

Va ridata centralitaà e importanza al tema delle “aree interne” attraverso misure che le aiutino a recuperare il divario con la costa: prioritario appare il ripristino di un sistema viario gravemente compromesso da incuria, mancata manutenzione e dissesto idrogeologico. Questi territori, ricchissimi di bellezze naturali (sono presenti 3 parchi nazionali e uno regionale, oltre a varie aree protette), di cultura e di borghi dotati di un patrimonio storico ed artistico inestimabile, potranno dare un contributo decisivo allo sviluppo della nostra regione soprattutto in chiave turistica.

In questo contesto vanno velocizzate le procedure per la ricostruzione post-terremoti 2009 e 2016 e avviata una grande opera di messa in sicurezza degli edifici delle aree interne, anche utilizzando al meglio i sisma-bonus e gli eco-bonus nazionali.
Occorre inoltre favorire l’affermarsi di un nuovo modo di fare edilizia partendo dalla riqualificazione dell’esistente e limitando al minimo le nuove costruzioni e il consumo di suolo. Sempre in tema di aree interne, vanno velocizzate le procedure per avviare davvero le attivitaà previste nelle 4 “aree di crisi” semplici e in quella complessa della Val Vibrata individuate dalla Regione Abruzzo e dove, tranne la lodevole eccezione rappresentata dall’Area Basso Sangro- Trigno, le azioni di rilancio stentano a decollare.

Capitolo infrastrutture: tra quelle “immateriali” eà di fondamentale importanza completare l’estensione della banda larga a tutto il territorio regionale.
Se vogliamo poi che l’Abruzzo diventi piuà attrattivo, e le nostre imprese piuà competitive, abbiamo bisogno di un territorio che sia facile da raggiungere, e per questo va dato seguito alla risoluzione del parlamento europeo che estende fino a Brindisi le reti “TEN-T” che renderebbero possibile la realizzazione sulla fascia adriatica dell’Alta velocitaà ferroviaria.

Quanto alla rete autostradale, per la tratta della A14 Adriatica occorre prevedere il prolungamento all’Abruzzo della terza corsia, attualmente ferma a Civitanova Marche. Le autostrade A24 e A25 vanno messe in sicurezza senza oneri aggiuntivi per imprese e cittadini che giaà pagano pedaggi molto elevati lievitati anno dopo anno; l’attuale positivo blocco degli aumenti va considerato come un primo passo per arrivare a una soluzione definitiva del problema.

E’ determinante che la Regione operi scelte precise sulle infrastrutture strategiche, potenziando l’aeroporto d’Abruzzo, specializzando i porti di Ortona, Vasto e Pescara. Sulla logistica, occorre dare piena funzionalitaà all’Interporto di Manoppello e mettere in funzione e in rete gli autoporti, autentici monumenti allo spreco.

Sulle infrastrutture eà importante realizzare alleanze e convergenze con le regioni limitrofe per favorire la costruzione di quelle di rilevanza extra-regionale. Cosìà come vanno colte tutte le opportunitaà contenute nelle azioni previste all’interno delle politiche sulla Macro Regione Adriatico-Jonica, in modo da far diventare l’Abruzzo una delle porte principali di accesso verso i Paesi balcanici.

Va data poi attuazione alle misure dell’istituenda ZES (Zona Economica Speciale) prevista nel decreto Mezzogiorno, in via di definizione in Abruzzo e a cui abbiamo dato la nostra adesione come Cna.

Va confermato il blocco delle aperture della Grande Distribuzione Organizzata, visto il primato nazionale di concentrazione detenuto dalla nostra regione soprattutto nell’area metropolitana.
Sul terreno degli assetti istituzionali, va realizzata nei tempi previsti la costituzione della Nuova Pescara e avviato il progetto per L’Aquila Capoluogo: queste scelte dovranno riconnettere i territori della nostra regione e contribuire efficacemente ad un suo rilancio che superi vecchie divisioni anacronistiche.

Per quanto riguarda le societaà operative partecipate e controllate dalla Regione, serve una razionalizzazione, verificandone utilitaà e capacitaà di assistenza e servizio alle imprese. Va creata una sola Agenzia/Societaà regionale in house per lo sviluppo economico che operi attraverso settori specifici e specialistici di attivitaà.

Il turismo puoà davvero diventare l’industria del futuro della nostra regione, ma occorreranno visione d’insieme e capacitaà di fare sistema, valorizzando bellezze artistiche, culturali ed ambientali di cui eà ricchissimo l’Abruzzo. Detto delle aree protette, decisive appaiono le sorti delle attivitaà legate al turismo costiero: si tratta di un giacimento straordinario che va curato, potenziato e valorizzato, a condizione di salvaguardare lo stato di balneabilitaà delle nostre acque, proteggere il litorale dai gravi fenomeni di erosione che ne compromettono l’assetto, sviluppare servizi, accrescere dotazioni infrastrutturali (wi-fi, trasporti, ecc.). Il tutto attorno a quel modello di impresa familiare che rappresenta da sempre un valore aggiunto del sistema Italia;

Ancora, occorre mettere in campo idee e progetti in grado di sviluppare in Abruzzo le nuove frontiere rappresentate dal cosiddetto turismo esperienziale.
Quanto ai temi dell’energia, dei rifiuti e dell’acqua:

  •   per l’energia le parole d’ordine devono diventare efficientamento e uso delle rinnovabili;
  •   per i rifiuti, bisogna potenziare la raccolta differenziata ed eliminare la tassazione per le

    imprese che smaltiscono a proprie spese quelli speciali;

  •   per l’acqua occorre eliminare sprechi e perdite nella distribuzione (quasi il 50%) e

    costituire un’unica societaà regionale.

    IL NODO ARTIGIANATO

    Per cioà che concerne le proposte operative per il settore dell’Artigianato, la Cna propone di:
     favorire l’accesso al credito delle microimprese attraverso misure di potenziamento dei fondi rischi e patrimoniali dei Confidi. In Abruzzo dal 2010 al 2017 il credito alle piccole imprese eà diminuito del 23%, passando da 4.359 a 3.307 milioni di euro contro una riduzione nazionale del 20%. Se guardiamo il solo settore dell’Artigianato, nello stesso periodo, c’eà stata una diminuzione del 36% (1.291 – 817 milioni) contro una riduzione nazionale del 32%. Contribuisce ad aumentare le difficoltaà della micro e piccola impresa il fatto che non ci siano piuà banche locali tranne le BCC. In questo contesto diventa fondamentale attivare strumenti e velocizzare percorsi per mettere a disposizione delle imprese, attraverso i confidi, i fondi di garanzia previsti sulle risorse comunitarie

    POR/FESR 2014/20 e quellI eventuali del FSC.

     finanziare l’abbattimento degli interessi sulle operazioni garantite dai Confidi a favore delle imprese, integrando le risorse previste sui fondi comunitari;

     rifinanziare il fondo di garanzia di riassicurazione regionale (L. 1068/64) che, con un mi- lione di euro di dotazione, consentirebbe di sostenere operazioni a favore delle imprese ar- tigiane per un importo di circa 40 milioni di euro;

     finanziare la “trasmissione di impresa” il cui regolamento eà stato approvato dalla Giunta re- gionale con deliberazione n° 613 del 21 luglio 2015, ed eà quindi giaà pienamente operativo.

Si tratta della possibilitaà di trasferire un’azienda valida ed efficiente da un imprenditore

che cessa la propria attivitaà a giovani che vogliano rilevarla;

  •   finanziare l’aiuto allo “Start-Up”. Anche qui il regolamento eà stato predisposto ed approvato

    con la delibera n. 613 del 21 luglio 2015. L’obiettivo eà far rimanere sul mercato le imprese che nascono ma che, purtroppo, per carenza di servizi di accompagnamento adeguati, ces- sano la loro attivitaà nei primi tre anni di vita in misura superiore al 50%. Con le azioni di questa misura si puoà utilmente prevedere di abbassare significativamente questa percen- tuale;

  •   proseguire il finanziamento alla “formazione” ed in particolare l’integrazione tra Fondarti- gianato (Fondo Interprofessionale per la formazione dei dipendenti delle imprese artigia- ne) e le risorse regionali, in modo da garantire una formazione specifica e di qualitaà ai di- pendenti e ai datori di lavoro;
  •   rifinanziare “l’apprendistato professionalizzante” nel settore dell’artigianato attraverso il meccanismo dei voucher;
  •   finanziare la “bottega-scuola”. Si tratta di un istituto tipico dell’artigianato previsto all’art. 25 della legge quadro e non puoà essere comparato al programma “Garanzia giovani”, poicheé eà di durata triennale e l’allievo acquisisce le competenze necessarie per continuare a lavo- rare, con adeguata qualifica, nell’azienda che lo ha ospitato oppure avviare una attivitaà in proprio;
  •   finanziare i “CAT” “Centri di Assistenza Tecnica” previsti nella legge regionale n. 23/09. An- che in questo caso il regolamento eà vigente ed eà stato approvato con delibera della Giunta Regionale n.612 del 21 luglio 2015.;
  •   finanziare “l’artigianato digitale” (misura citata espressamente nel nuovo programma indu- stria 4.0) in modo da favorire tutte quelle imprese artigiane che, attraverso il processo di digitalizzazione, introducano l’uso delle nuove tecnologie nella loro attivitaà. Questa opera- zione eà fondamentale per superare l’handicap dovuto alla ridotta dimensione dell’impresa, per le infinite possibilitaà di connettersi con il mondo attraverso il commercio elettronico, l’uso dei social media, l’introduzione di nuove tecnologie, in un contesto in cui il mercato e la produzione si vanno orientando non piuà verso prodotti standardizzati. Questa misura dovraà servire anche a collegare le imprese con i Digital Innovation Hub e i Competence Center previsti nel programma nazionale Industria 4.0;
  •   finanziare le imprese “dell’artigianato artistico” e le sue produzioni che insieme ai prodotti tipici dell’agroalimentare rappresentano il vero biglietto da visita del territorio e una leva per lo sviluppo turistico dell’Abruzzo. Anche in questo caso bisogna “rianimare” tutte quel- le attivitaà ed organismi, di esclusiva competenza della Regione, in grado di dare senso a questo ragionamento: “l’osservatorio sull’artigianato artistico”, “il disciplinare delle lavora- zioni artigianali”, la definizione di “Maestro Artigiano”, il “marchio di qualitaà”.