NAS, sequestrato nel teramano allevamento in precarie condizioni igieniche

PESCARA – Nell’ambito del monitoraggio nazionale disposto dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute nel settore allevamenti animali da reddito e macellazioni il NAS di Pescara ha effettuato un’ispezione in una azienda agricola sita nella provincia di Teramo dove il titolare è stato segnalato all’autorità sanitaria ed amministrativa in quanto: l’allevamento ed i locali per deposito mangimi sono risultati in precarie condizioni igieniche, i bovini detenuti non erano correttamente identificati e per aver omesso di  redigere il registro di carico e scarico degli animali presenti in azienda. Per questi motivi il dirigente servizio veterinario sanità animale della ASL di Teramo ha disposto il vincolo sanitario sull’intero allevamento – del valore di circa 300mila euro – con divieto di movimentazione in entrata e uscita di animali fino alla completa rimozione delle non conformità riscontrate.

Nel corso di un’attività ispettiva all’interno di due aziende agricole site nella provincia di Campobasso i Nas hanno: in una denunciato in stato di libertà il titolare per aver omesso la revisione semestrale degli estintori presenti all’interno dell’attività, nonché la presenza di alcuni capi bovini privi di marchi auricolari, procedendo al sequestro sanitario di 185 capi di bestiame; in un’altra azienda invece, riscontrate la stessa irregolarità, sono stati sequestrati 152 capi di bestiame, per un valore complessivo di quasi 1 milione di euro. 

Anche il NAS di Cremona, unitamente al Nucleo Carabinieri Forestali e all’Agenzia di Tutela della Salute di Pavia, ha effettuato diverse ispezioni nel comparto zootecnico.
Nel corso dei controlli i militari hanno rilevato l’utilizzo di effluenti di allevamento al di fuori dei casi e delle procedure previste dalla normativa e l’abbandono di rifiuti costituiti da reflui zootecnici sui terreni di un’azienda.
Al termine delle loro ispezioni, gli operatori hanno elevato sanzioni amministrative per una somma di 15.500 euro e hanno deferito un allevatore all’Autorità Giudiziaria.

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