Forse non ce ne stiamo accorgendo, ma la Teramo calcistica sta prendendo a pallonate una città che negli anni, troppo frequentemente, ha dovuto chinare la testa, perdendo potere politico, istituzionale ed economico. La scena, adesso, inizia a dominarla chi è al vertice del governo calcistico biancorosso, che ci fa sentire tutti vittoriosi ed anche virtuosi, che ci accomuna tanto quanto, e forse più, avevano fatto i suoi predecessori, perché è insita in noi una fede smisurata ed incalcolabile che nutriamo nei riguardi della gloriosa maglia biancorossa. E’ questo il valore aggiunto che non potrà permettere a nessuno di minarne il cammino, tant’è che anche gli “intramontabili” Luciano Campitelli e Sabatino Cantagalli hanno dovuto lasciargli strada. Alla fine hanno vinto la determinazione, la forza economica ed il volere di Franco Iachini, che non viene dal mondo del calcio, anzi, ma che della tanta passione calcistica esternatagli, deve essersi subito innamorato come mai, forse, avrebbe immaginato, almeno nelle proporzioni. Non è vero che adesso verrà il difficile: si ha chiara l’impressione che saprà contornarsi di uomini validi non facendo di tutt’erba un fascio. Le basi ci sono e non soltanto costituite dalla enorme forza economica, ma anche e soprattutto da una prevedibile e logica progettualità. Il “Gaetano Bonolis”, che era stato da sempre un costo e basta, per Luciano Campitelli, entra a far parte integrante del “progetto Teramo Calcio”. Certo, siamo ancora nella fase della prima semina, ma arriverà anche il tempo del raccolto chiamato Serie B, che si è fatto gioco di questa città e che qualcosa, a questa città, dovrà restituire, prima o poi.