Teramo post votazioni si risveglia con il modello Campli o Piancarani qualsivoglia. Questo ha raccontato l’ultima tornata regionale:  due consiglieri uno per il centro-destra uno per il centro-sinistra, Quaresimale e Mariani, che arrivano proprio dalla frazione di 381 anime del Comune di Campli. Mister 8.838 voti, il secondo più votato D’Abruzzo, Quaresimale è originario proprio di Piancarani, Sandro Mariani invece da anni abita proprio nella piccola località. E per un capoluogo che non ha saputo più da tempo esprimere suoi rappresentati politici, neanche a questo giro elettorale, sono loro oggi a rappresentare la “teramanità” in Regione (e non ci siamo dimenticati di Marco Cipolletti, eletto nel M5S, ma neofita della politica). Non è un caso che Quaresimale in città sia il più votato avendo raccolto circa 3.000 voti, e Sandro Mariani, dietro solo all’ex rettore Luciano D’Amico e al consigliere comunale Mario Cozzi, sia tra i più votati.  Del resto guardando altrove, il mucchietto di voti di altri candidati, si scopre una certa “desolazione”. Mancata strategia, ci verrebbe da dire ed eccessi di personalismi che hanno “bruciato” tappe e voti per strada. E’ la rivincita dell’entroterra sulla costa anche. E dunque non stupiamoci che la Val Vibrata (dato storico) per la prima volta porterà tre consiglieri in Regione. E’ stato e sarà il fulcro economico della provincia, senza poter richiamare i fasti che furono della “Brianza del sud”,  e sarà il fulcro politico del futuro. Teramo capoluogo, d’altro canto ha abdicato da parecchio ad essere un motore politico pulsante, e il cosidetto modello Teramo è “evaporato” da parecchio. Qualche “risamuglio” posticcio si è intravisto recentemente dalle parti del Teatro Comunale. Il Capoluogo, tuttavia, e non solo il centro-sinistra, hanno anche un’altra chance, quel modello D’Alberto invocato anche dai civici durante la costituzione delle liste di Giovanni Legnini. L’arringa del Primo cittadino durante il comizio teramano finale  di Legnini non è passato inosservato ai più. Insomma, i modelli politici come si nota sono fluidi, in divenire, crescono e… o si espandono o implodono.