TERAMO – In un pensiero lasciato su facebook il Sindaco Gianguido D’Alberto interviene sulla vicenda delle frasi sulla camorra rilasciate dal neo mministratore delegato del Teramo Calcio Nicola Di Matteo a margine della presentazione alla stampa di giovedi’ scorso.
“Nessun cittadino teramano si riconosce in parole che non denuncino come la camorra, al pari di ogni altra organizzazione criminale di stampo mafioso, sia sopraffazione, delinquenza, dispregio delle leggi e della Libera convivenza.
Come dice Papa Francesco “Mafiosi e corrotti portano la morte nell’anima e agli altri, hanno il cuore pieno di putredine».
E come disse Giovanni Falcone, “la lotta alla mafia deve essere un momento culturale che abitui a sentire il profumo della libertà e che si oppone al puzzo del compromesso, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
Che la mafia sia una “montagna di merda” lo urlò un’altra vittima della mafia, Peppino Impastato, e tutti noi lo ripetiamo con forza e con convinzione pronti a respingere qualsiasi lettura che faccia di essa un fenomeno comunque accettabile.
Pochi mesi fa è stato qui a Teramo don Aniello Manganiello, sacerdote che vive in prima linea contro la camorra e abbiamo ascoltato la sua testimonianza.
Noi, a Teramo, siamo con lui e con tutti coloro che credono che la mafia e la Camorra distruggono gli uomini e le società e non possiamo accettare che chi si unisce alla nostra comunità in qualche modo giustifichi o “rispetti” quei comportamenti, quelle scelte e quella cultura”.