118, Zunica: nel teramano solo 2 postazioni a fronte di un fabbisogno di 6
L'esponente di Italia Viva chiede un confronto per verificare se la distribuzione risponda alle esigenze del territorio
- La Redazione
SANT'EGIDIO - "La nuova organizzazione regionale del 118 pone una questione che, per la provincia di Teramo, merita un confronto: perché a fronte di un fabbisogno indicato in sei postazioni medicalizzate, nel nuovo assetto ne sono previste soltanto due?". È la domanda posta da Elvezio Zunica, Presidente di Italia Viva della Provincia di Teramo, che interviene sulla riorganizzazione della rete regionale dell'emergenza-urgenza. "Non mettiamo in discussione la necessità di riorganizzare il servizio - aggiunge -. Riteniamo però importante verificare che la distribuzione delle risorse sia coerente con le caratteristiche e le esigenze dei diversi territori. E il confronto tra le province pone una questione che, per Teramo, merita di essere approfondita".
Secondo i dati contenuti nel nuovo assetto regionale, infatti, a fronte di sei postazioni medicalizzate indicate come fabbisogno per il Teramano, ne sono previste due. Una situazione diversa da quella delle altre province: nell'Aquilano sono previste 14 postazioni a fronte di un fabbisogno di 12, nel Chietino 9 a fronte di 7 e nel Pescarese 7 a fronte di 5. "Non si tratta di mettere in contrapposizione le province – prosegue Zunica – ma di capire le ragioni di una differenza così evidente. Il Teramano conta quasi 300 mila abitanti e presenta un territorio articolato, dalla costa alle aree interne. È quindi importante comprendere come la nuova organizzazione possa garantire una risposta tempestiva nei casi di maggiore gravità".
"C'è poi un ulteriore elemento che merita di essere considerato: con un territorio di circa 300 mila abitanti servito da due sole postazioni medicalizzate, è importante valutare anche il rischio che entrambe possano trovarsi contemporaneamente impegnate in un intervento. Il sistema di triage della Centrale Operativa consente naturalmente di indirizzare le richieste in base alla gravità, riservando l'intervento delle équipe medicalizzate ai casi che ne richiedono effettivamente la presenza. Tuttavia, applicando un modello statistico che tiene conto del numero complessivo degli interventi, della quota di quelli che richiedono un'équipe medica e della durata degli interventi, la probabilità di contemporanea occupazione delle due postazioni può variare indicativamente dal 4% fino a oltre il 33% negli scenari più gravosi. Non è una previsione, ma un elemento di valutazione che merita di essere approfondito: con sole due postazioni medicalizzate, quanto è adeguata la copertura quando entrambe sono impegnate e arriva contemporaneamente una richiesta di soccorso ad alta complessità? - continua il presidente di IV -. La Regione ha indicato tra gli elementi alla base della riorganizzazione anche la carenza di medici dell'emergenza e la necessità di utilizzare al meglio le professionalità disponibili. Proprio per questo sarebbe utile conoscere le valutazioni che hanno portato alla distribuzione prevista per ciascuna provincia e, in particolare, le motivazioni delle scelte riguardanti Teramo".
"In questo senso – spiega Zunica – è significativo quanto avvenuto a Pianella, dove Regione, ASL di Pescara e vertici dell'organizzazione sanitaria regionale hanno incontrato l'amministrazione comunale per illustrare il nuovo modello del 118 e confrontarsi sulle esigenze del territorio. Crediamo che un confronto analogo possa essere utile anche nel Teramano. Non si tratta di contrapporre un territorio all'altro, ma di verificare se la nuova organizzazione sia adeguata alle esigenze dei cittadini".
"Per questo – conclude Zunica – rivolgiamo un invito ai sindaci della provincia di Teramo e alla comunità politica e istituzionale del territorio: apriamo un confronto sulla nuova organizzazione del 118, verifichiamo insieme se le risorse assegnate siano sufficienti e, se necessario, chiediamo alla Regione di apportare le opportune correzioni. Su un tema così importante è interesse di tutti avere una rete dell'emergenza efficace ed equilibrata".