“Non si fa un film o un talent o un reality show senza una travestita o due omosex che litigano. È un nuovo conformismo”. Ad affermarlo, udite udite non è Salvini, né qualche fanatico seguace dell’onorevole Fontana, ma nientemeno che Platinette, alias Maurizio Coruzzi dai microfoni di radio RTL 102.5 che aggiunge di averne anche abbastanza, considerato il fatto che la legge contro l’omofobia “ la dobbiamo alla Carfagna e alla Mussolini, non agli illuminati di sinistra”. Non è il solo a pensarlo naturalmente ma in pochi osano sfidare il “politicamente corretto” e dubitare della missione di molti illustri “illuminati” di gridare continuamente al lupo . Ogni giorno leggiamo frasi con asterischi, al posto dell’ultima vocale che indica una desinenza maschile o femminile, in nome di una non meglio specificata sensibilità. Aria fritta per Platinette che trova che “la lamentela continua delle associazioni LGBT abbia poca ragione d’essere visto questo nuovo conformismo”. Ma la sua sincerità va oltre. Trova che la stampa abbia un atteggiamento molto più favorevole per un gaypride che per un convegno sulla famiglia: “ se dissenti sul gay pride non hai cittadinanza” . Non spasima per i matrimoni gay “un’altra forma di conformismo”, non è assolutamente favorevole alla stepchild adoption e ritiene l’utero in affitto una forma orribile di sfruttamento delle donne. E adesso chi glielo dice a Vendola, Cirinnà e tutti i pasionari pronti a “lottare” per ogni genere di pseudo diritto? Agli intellettuali e ideologi della Civiltà, difensori di pratiche con un tariffario ben preciso? La legge contro l’omofobia è nata grazie a due politiche di destra, Carfagna e Mussolini. Il bambino nato dalla compravendita di un ovulo canadese e un utero colombiano è “figlio” del politico di sinistra Vendola (per la modica cifra di 150.000 € )e Cirinnà e Boldrini vorrebbero legalizzarne la pratica anche in Italia. Ma la sinistra italiana, si sa, va dove la porta il quorum.