VIDEO | Italia Viva in Consiglio, Bartolini al Sindaco: noi bullizzati, loro hanno resuscitato Modello Teramo

TERAMO – Duro documento politico portato in Consiglio comunale da Italia Viva, con il Capogruppo Flavio Bartolini che ha attaccato la maggioranza e il Sindaco D’Alberto parlando addirittura di “bullizzazione” nei confronti dello stesso gruppo di consiglieri e poi affondando sull’allargamento parlando di resurrezione del Modello Teramo (il riferimento è all’ingresso in maggioranza di Mauro Di Dalmazi

 

INTERVENTO
del Consigliere comunale FLAVIO BARTOLINI – Capogruppo di “Italia Viva”
per la seduta consiliare dell’11 febbraio 2020

Gentile Sindaco,

la nascita di Italia Viva ci ha convinto della necessità di un partito riformista che si collochi tra il populismo imperante e gli appetiti governisti senza idee del PD. Abbiamo guardato con interesse l’evoluzione di questo progetto e dopo le dovute analisi e riflessioni abbiamo deciso di aderire ad Iv con la sana consapevolezza di poter offrire un contributo al Paese e anche alla realtà cittadina.
1) La nostra scelta ha scatenato un’ondata di isteriche reazioni in seno alla maggioranza comunale, creando un’inspiegabile instabilità, tanto più incomprensibile se si pensa che nessun attuale consigliere comunale Iv ha mai dichiarato né minimamente pensato di voler minare gli equilibri e il governo della nostra città. Non ci saremmo mai aspettati che la voglia di riformismo, il desiderio di dare un contributo al dibattito politico nazionale e provinciale potesse creare una vera e propria caccia alle streghe. Una fibrillazione immotivata visto che non erano mai mancati i nostri voti nell’assise cittadina durante i primi 18 mesi di consigliatura.
Siamo improvvisamente diventati il male oscuro di questa bolsa amministrazione, un governo farraginoso dove il nostro assessore di riferimento, Maria Cristina Marroni, si era tuttavia distinta per l’impegno e per i risultati raggiunti, attraverso una costante azione di spinta che ha portato risparmi e maggiore efficienza attraverso gli unici appalti (Mensa e Trasporto scolastico) brillantemente svolti dall’intero Comune in questo primo scorcio di mandato. L’efficacia dell’operato della Marroni è stato percepito e riconosciuto da tutta la cittadinanza e da tutti gli organi di informazione.
Ciò nonostante, dal giorno dell’azzeramento della giunta siamo rimasti basiti dagli inopinati attacchi ricevuti dai colleghi di maggioranza, in puro stile purga stalinista, tanto da indurci a rimettere le nostre deleghe nelle mani del sindaco, senza produrci in sterili polemiche che allontanano gli elettori e vanificano gli interessi della cittadinanza.
2) Abbiamo letto sugli organi di informazione, nell’ordine, che la Lista civica “Insieme Possiamo”, il Partito Democratico e la Lista civica “Teramo Vive” abbiano chiesto all’unisono l’estromissione dalla giunta comunale e dalla maggioranza di Iv, cioè a dire di 3 consiglieri e di un vicesindaco i quali tutti si erano candidati nelle liste della coalizione nel 2018, risultando eletti. Nessuna smentita è pervenuta relativamente a tali ricostruzioni giornalistiche, nè il sindaco ha mai ritenuto di stigmatizzare tali inaudite richieste, peraltro contestuali all’ingresso in maggioranza di tre consiglieri che si erano candidati in liste avverse alla nostra coalizione.
A tali comportamenti di bullismo politico ancora una volta ha fatto seguito il silenzio del primo cittadino, sia in pubblico che in privato, ragione per la quale tale silenzio non può non essere interpretato come una condivisione dell’odio esplicito reso palese dal resto della maggioranza.
3) Il trattamento riservatoci, tralasciando integralmente l’aspetto umano, sostanzia una palese violazione del patto elettorale, basato sulla condivisione di un programma di mandato cucito addosso alle esigenze del Comune di Teramo e della sua comunità. Oggi questo patto viene meno nella misura in cui il primo cittadino, sua sponte, decide che una parte della maggioranza non può più interpretare quel programma e non può più collaborare all’esecutivo che quel programma è chiamato ad attuare. Non solo, ma dopo appena 18 mesi si sostiene – in maniera apodittica e ad oggi del tutto immotivata – che i programmi alternativi di ben due candidati sindaci siano perfettamente compatibili con quello che aveva vinto le elezioni.
4) Ben prima dell’azzeramento di giunta, cioè nel giugno dello scorso anno, il sindaco annunciava pubblicamente l’apertura di una verifica di giunta che avrebbe dovuto giudicare l’operato degli assessori durante il primo anno di mandato. Ebbene, tale verifica è stata aperta con la richiesta del primo cittadino ai suoi assessori relativa alla produzione di una relazione che avrebbe dovuto essere oggetto di analisi da parte dell’intera maggioranza. Tale relazione fu prodotta da due assessori: Luigi Ponziani (dimessosi nel settembre scorso) e Maria Cristina Marroni.
Oggi, alla luce delle determinazioni del sindaco, restiamo in attesa di conoscere le relazioni degli altri assessori al fine di poter esprimere anche il nostro giudizio sull’operato amministrativo degli stessi, perchè è piuttosto imbarazzante annunciare un’attività di verifica che poi non viene nè mai svolta nè mai conclusa.
5) Il capitolo “ambiguità” è il più imbarazzante per lei, caro sindaco. Durante la sua conferenza stampa di presentazione della nuova giunta, lei ha ripetutamente giustificato l’estromissione di Iv tacciandola di poca chiarezza e soprattutto di ambiguità. Tale presunta ambiguità lei non ha mai avuto il coraggio di dettagliarla, di sostanziarla, di circostanziarla, con ciò offendendo non già noi, bensì tutti gli elettori che hanno votato noi per sostenere lei caro sindaco. Quegli elettori meritano una risposta chiara sul perchè una componente fondamentale della maggioranza sia stata suo malgrado estromessa dall’esecutivo.

c) Quanto poi alla vicenda della recente nomina del nuovo CdA della società acquedottistica teramana Ruzzo Reti S.p.A., appare evidente come i consiglieri comunali di Teramo entrati a far parte di Italia Viva siano del tutto estranei alle trattative fra i sindaci/soci che hanno condotto all’elezione dell’attuale CdA, per cui pagano da innocenti la semplice appartenenza ad un partito che è felicissimo di esprimere il Presidente della società Ruzzo.
E giusto per restare al concetto di ambiguità, è noto alle cronache come il PD abbia stretto accordi con la Lega sia in varie elezioni comunali svoltesi nel 2019 sia nel recente rinnovo del CdA del Ruzzo.
A noi pare che il concetto di ambiguità non possa essere declinato a piacimento o a targhe alterne, nè che in 18 mesi si possa truffare gli elettori stravolgendo un patto elettorale che era nato civico, ma che oggi viene stracciato in nome di accordi di carattere sovracomunale che puntano ad operazioni elettorali regionali, a scapito degli interessi della comunità teramana.
Del resto, a nostra memoria, mai negli oltre 8.000 Comuni che compongono l’Italia si è mai vista la sostituzione di una Lista di maggioranza con due Liste (e i rispettivi candidati sindaci) che solo 18 mesi fa sostenevano a spada tratta l’incapacità di D’Alberto e della sua coalizione a poter ben governare Teramo. Quando si compiono gesti così gravi ed offensivi nei confronti degli elettori, peraltro senza uno straccio di motivazione plausibile, poi le conseguenze arrivano e sono inesorabili.
6) Infine, ci pare doveroso essere chiari dinanzi all’Assise civica, tanto chiari quanto lo impone il richiamo del primo cittadino che della chiarezza pretende di farsi alfiere. La storia si incaricherà di giudicare chi sia stato chiaro e chi non lo sia stato, chi sia stato ambiguo e chi non lo sia stato, chi abbia ben amministrato e chi non lo abbia fatto. Però la chiarezza esige di usare il medesimo metro di giudizio e di azione che è stato riservato ad Italia Viva da parte degli alleati. Il sindaco ha pubblicamente sostenuto che l’estromissione di Iv dalla giunta comunale sia una questione di carattere locale, la quale non dovrà giammai inficiare i rapporti che il Partito Democratico potrà stabilire con Iv a livello provinciale, regionale e nelle altre realtà comunali. Ebbene ci sentiamo di accogliere questa metodologia di approccio indicata dal primo cittadino, rendendo noto sin d’ora che Iv a livello comunale di Teramo rifuggirà ogni logica di appartenenza politica o di coalizione, sentendosi libera di perseguire gli interessi della città attraverso la declinazione esclusivamente locale degli obiettivi di rilancio della nostra comunità, in maniera programmaticamente slegata dalle altre vicende locali comunali, così come dalle vicende politiche provinciali, regionali e nazionali.
Pertanto, nel rispetto del programma elettorale sottoscritto e sancito nelle Linee programmatiche di mandato (approvate dal Consiglio comunale nel 2018), proseguiremo nel perseguimento degli obiettivi ivi formalizzati, pretendendone pedissequa realizzazione da parte della maggioranza in nome e per conto degli elettori. Contestualmente, non mancheremo di alzare una voce critica ogni qualvolta le scelte amministrative risultassero slegate dal programma o venissero a cozzare con i principi e con gli obiettivi in esso esplicitati.

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